Se Biancaneve è perfida come Grimilde

(Gluttony by Cansu Ozkaraca)

Orfana di Jacob Arjouni, morto nel gennaio del 2013 dopo lunga malattia, Nela San è rimasta per lungo tempo lontano da giallisti tedeschi, fino ad imbattersi in una che è quasi sua omonima: Nele Neuhaus.

Nel caso della scrittrice della Westfalia tuttavia, Nele è l'abbreviazione di Cornelia e, nel suo quarto romanzo con protagonisti gli ispettori Bodenstein e Pia Kirchoff, il personaggio femminile della poliziotta incarna qualcosa di autobiografico.


Titolo: Biancaneve deve morire (2011)
Originale: Schneewitchen muss sterben (2010)
Traduzione: Emanuela Cervini
Editore: Giano
Pagg: 544

Per la trama del poliziesco, lasciamo volentieri leggere recensioni e testi su varie pagine web. 
Diciamo che per gli orfani di Derrik o per quelli che ancora aspettano con impazienza la seconda serie di The Bridge, (come la viaggiatrice) questo thriller porta ad invidiare i teutonici telespettatori della ZDF, che hanno avuto la possibilità di vedere a Febbraio dello scorso anno la riduzione per il piccolo schermo (sotto una scena tratta dal film per la TV tedesca).



Un romanzo ricco di colpi di scena, dove, a parte un eroe Sturm-und-Drang, ci si sorprende a constatare come, in un piccolo paese nella zona del Taunus, possa esserci una tale concentrazione di figure femminili negative, ciniche e forti e un'altrettanta pletora di uomini anonimi, deboli, pusillanimi e perdenti anche quando si ritengono vincenti.


Foto Maik Reuß

Insomma, verrebbe da chiedere alla signora Neuhaus se nella sua vita siano passate anche figure positive, giacché nel suo romanzo anche Biancaneve è negativa, cinica, crudele e arrivista, proprio come la sua matrigna,  mentre gli uomini che le girano intorno, dei sette nani, hanno solo la statura bassa e,  metaforicamente parlando, di molto basso è il quoziente del loro cervello.

Il suo piano di fuga era perfetto e studiato fin nei minimi dettagli. Lui, invece, si era fatto cogliere di sorpresa. Nuova Zelanda! Cosa avrebbe potuto fare all'altro capo del mondo? Tutta la sua vita ruotava intorno al paese, all'azienda, alla stanza in cui si trovavano! Non voleva lasciare la Germania, a costo di finire in prigione per un paio d'anni.  La sola idea di vivere sotto falso nome in un paese straniero gli dava fastidio, anzi lo riempiva di paura. Ad Altenheim era qualcuno, tutti lo conoscevano e lo rispettavano; se fosse rimasto senza dubbio le cose si sarebbero sisteate. In Nuova Zelanda non avrebbe avuto niente, sarebbe stato per sempre un fuggiasco senza nome. (Pg 433)

Libro da consigliare e da leggere tutto d'un fiato.


6 geo-commenti:

  1. Ah, bello, conosco la brava traduttrice!

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    1. Allora credo proprio che i complimenti se li meriti. Zweimal!

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  2. Se lo dici con cotanta convinzione, mi tocca prendere nota. Questa mattina ho iniziato Malavita di Benacquista. Hai già recensito l’autore? Cercavo qualche post qui, nella nelapedia, ma non ho trovato nulla.

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    1. Fai finta che nel leggere il tuo commento mi sia scoppiata una sonora risata al leggere della "nelapedia". Ed infatti ho riso e i miei figli che mi avevano vista arrivare dal lavoro rabbuiata, si sono guardati in faccia, un po' attoniti.
      Benacquista?! Uhm, devo avere da qualche parte in libreiria un suo libro, acquistato e non shakerato, no quello lo dice Bond,volevo dire: acquistato e non letto. Non ancora. Un abbraccio di cuore.

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  3. Lo leggerò e lo consiglierò a Thomas!

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    1. Io invece dovrei leggere gli altri della serie, magari Auf Deutsch, visto che sto ...vergessando la lingua ;-)

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