Berlin 9 November 1989: di gialli, di film, di bookcrossing ed altro



"Chiedi chi erano i Beatles..." questo il ritornello della canzone degli Stadio, che interrogavano una ragazza di quindici anni di età per sapere se li conoscevano.
Oggi, i ragazzi della stessa età, quanto sanno della caduta del Muro di Berlino di 25 anni fa e soprattutto di cosa rappresentava?

Pur non nutrendo molta simpatia per Berlino, la viaggiatrice ne ha scritto diffusamente (i link qui).

Oggi, per celebrarla in stile gialli-e-geografie, qualche immagine da opere che l'hanno avuta capitale tedesca come protagonista.

In apertura la Karl Marx Buchhandlung, dal film Le vite degli altri (Das Leben der Anderen) del 2006, regista Florian Henckel von Donnersmarck, Premio Oscar come miglior film straniero. Trama qui.


La libreria in Karl-Marx-Allee 78, chiusa da febbraio 2008 era il baluardo dei classici della letteratura socialista. Protagonista con una delle immagini in chiusura del film (sopra) 


che in quello di Wolfgang Becker, Good Bye, Lenin!, film del 2003, da cui l'immagine sopra). Trama qui


Il cielo sopra Berlino (Der Himmel ueber Berlin), 1987, di Wim Wenders e l'immagine nella Staatsbibliothek. Trama qui 

(Torre dei Libri - Bebelplatz
a ricordo del rogo nazista dei 25.000 libri del 10 maggio 1993)

Molti gli scrittori, di spy-story e non, che vi hanno ambientato libri.

Non parleremo di uno dei più famosi, La spia che venne dal freddo, di John le Carré, bensì riportiamo uno stralcio tratto dal romanzo dello scrittore cileno Luis Sepulveda, Un nome da Torero (Nombre de torero - 1994) traduzione di I. Carmignani:

Spinsero un ampio e vetusto portone che si apriva su un tipico atrio berlinese. Ai lati c'erano le scale che portavano all'ala destra e sinistra del palazzo. Accanto si vedevano in fila le cassette della posta e i contatori elettrici. Raggiunsero la porta che conduceva nel cortile interno. Galinsky conosceva benissimo quel tipi di edifici. Immaginava che nell'Innenhof, nel cortile interno, avrebbero trovato muri scrostati, balconi pericolanti, e dietro i vetri di qualche finestra fiocamente illuminata, la sagoma di un vecchio che leggeva, o che guardava una collezione di cartoline postali.
Con sorpresa di Galinsky, l'edificio che si trovarono davanti nel cortile interno era seminascosto da impalcature, da cui penzolavano insegne pubblicitarie di imprese edili occidentali.(Pg 74)


La Prenzlauer Berg è una strada alberata della città. Fin qui tutto normale, se non fosse che gli alberi sono custodi di cultura, in scaffali ricavati da tronchi di alberi caduti, ognuno può lasciare o prendere libri. Questo un progetto del 2008 di BauFachFrau (foto sotto e link da cui la foto è tratta)


Installazione che può contenere un centinaio di testi, sostenuto dal Ministero federale dell'Istruzione e della Ricerca. 

Bookcrossing molto attivo nella capitale tedesca, con tanto di sito:



Per chi comunque non si accontenta di celebrazioni pigramente stanziali, c'è anche la possibilità di vivere la Berlino gialla più...velocemente:


dal 19 al 23 novembre la 5a edizione del festival per gli amanti dei libri gialli: la Krimimarathon.

Nessun Muro potrà fermarvi!


6 geo-commenti:

  1. Come sai Berlino è la mia città del cuore. L'ultima volta l'ho vista con una guida eccezionale, Chiara, che cura il blog "Berlino101". Se prima l'amavo, ora posso dire che è la "mia" città! Intanto grazie a te del ricordo, a cui aggiungo quello di un film straordinario "La vita degli altri".Un abbraccio forte

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    1. Grazie del suggerimento del blog "Berlino101", mi hai incuriosito. Quanto al film Le vite degli altri, beh: è uno dei film che ho amato d più. Contraccambio il forte abbraccio e ti auguro una buona domenica bruxelloise.

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    2. Nela, Chiara è un mito! Procurati la guida e magari anche un tour con lei, te lo consiglio caldamente!

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    3. Dopo il consiglio tuo e di Grazia chissà che non sia il giusto modo per farmi cambiare idea su questa città! Grazie ad entrambe!

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  2. Post ispirante per una che a Berlino non c’è mai stata. Dicono tutti che la maratona di Berlino sia bellissima ed io ci sto pensando. Intanto, in occasione dell’anniversario della caduta del Muro, riflettevo su quanto ricordi io di quei giorni e… nulla, assolutamente nulla. E di anni ne ho trentotto. Possibile non mi sia rimasto niente?

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    1. Ecco, forse per una maratoneta ha un fascino tutto particolare. Anch'io, di solito, la percorro correndo, ma a febbraio fra ghiaccio e fiera, non riesco mai a definirla passeggiata amena. (E ho fatto pure la rima!)

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