La Betibù di Claudia Piñeiro: un giallo (e un film) vietato ai minori di anni 50

(BB art by Patti S.)
 
Claudia Piñeiro, classe 1960, è una scrittrice argentina. Il suo romanzo, Betibù (titolo italiano e della versione originale del 2010), è stato pubblicato nel 2012 in Italia da Feltrinelli. Trecentoetre pagine tradotte da Pino Cacucci, con un ritmo che inizialmente frastorna, per i dialoghi serrati, ma non virgolettati.

Giallo ambientato in Argentina, dall'inizio folgorante e un ritmo perfettamente sinuoso,  come ne ha scritto Rosa Montero, e che altri giornalisti del paese sudamericano hanno definito come un astuto ritratto della società e della classe media del paese.


Ironia a parte, da quanto da lei dichiarato sulla rivista PM online, (foto sopra), la scrittrice è stata per Nela San una sorprendente rivelazione.

La trama qui, si srotola attorno ad una serie di omicidi, su cui, oltre alla polizia, vengono chiamati ad indagare tre personaggi della carta stampata, molto diversi fra loro.


Il contrasto generazionale, quelli lavorativi, lo spietato mondo dei media, l'amicizia fra mature coetanee - forse meglio definita come patto di grande alleanza - coinvolge alla pari dell'incalzare degli eventi.  

E forse proprio perché la maggioranza dei protagonisti cade in questa sfera di età, si può a ragione affermare che è un giallo vietato ai minori di anni 50.
Gli altri, i minori appunto, non potrebbero capire certe situazioni, un certo modo di approcciare problemi, di affrontarli o semplicemente di lasciarli ad un certo status quo.

C'è un'altra vita, no? C'è un'altra vita, sì, ci sono tante altre vite, risponde il ragazzo, la questione è riuscire a vivere quella che uno vorrebbe vivere. (pg 134)

Ricardo Piglia, altro giallista argentino, ha definito l'opera della collega come appartenente a quella narrativa di genere, abbastanza diffusa nel suo paese, che lui chiama "fiction paranoica", dove tutti sono sospettati e tutti si sentono indagati.

In realtà, leggendolo, non si ha l'impressione che tutti siano sospettati, il sospetto si insinua lentamente in una direzione e più che fiction paranoica, si preferisce definirla neorealista, nella quale sono descritte certe situazioni, purtroppo, non solo appannaggio di un ceto medio o dei media argentini, ma anche di una nostra triste Italia, così come l'atto finale, che qui non si dettaglia meglio, per non far perdere il colpo di scena.

In questa ultima parte abbiamo con noi la scrittrice Nurit Iscar, che ha appena pubblicato il suo nuovo romanzo, Morire ogni tanto, io l'ho divorato e anche voi lo divorerete. Nurit rimase fissata sul verbo "divorare", cosa vuoll dire che qualcuno divora un libro? Che lo mastica? Lo inghiotte? Lo digerisce e poi lo evacua? (pag 53)

Vorremmo incontrarla, Claudia Piñeiro, vorremmo complimentarci con lei per la sua sensibilità sulle mille sfumature degli over-cinquanta, sia donne che - gustosissimamente descritti - uomini. 
Ma vorremmo anche chiederle se quel certo modo di scrivere il finale, non fosse dettato dal risparmiare la stesura della sceneggiatura del film o se addirittura non sia nata prima l'idea del film e di conseguenza questo testo non è altro che la sceneggiatura divenuta romanzo.


No, vero? Il libro è stato pubblicato nel 2010 mentre il film è uscito in Argentina il 3 aprile 2014 e in Uruguay in giugno.

Forse la vera paranoia di cui parla Piglia sta proprio qui, in questo dubbio...un po' come chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina.



4 geo-commenti:

  1. Un altro libro da mettere nella mia (infinita) lista! E proprio sotto Natale!

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    1. Magari ti ricorderà un po' il tuo meraviglioso viaggio in Argentina, di qualche anno fa.

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  2. Penso proprio che lo leggerò! Nonostante la mia “tenera” età… Lo misi nella mia wish list nel 2012, ispirata da una meravigliosa presentazione radiofonica. Me ne ero completamente dimenticata. Poi sei arrivata tu…

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    1. Ti confesso che io non ne ero attratta, forse per via della copertina. Poi, invece...

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