Jakarta: il Jak and ...White traffic.


Con la solita mania di  documentarsi prima di partire per Giacarta, Nela San si soprese nel leggere un articolo che, anziché elencare 10 motivi per visitarla, suggeriva: "10 modi per evadere da Giacarta, senza uscire dalla città". 

Arrivata a destino, sgomenta, si rese conto che il simbolo della capitale dell'Indonesia è una...rotonda. Scialba e triste.



R= Roundabout 
The Hotel Indonesia Roundabout, dalla viabilità non dissimile a un autoscontro. Una fontana centrale di 50 metri di diametro, zampilli e tubi grigi ben in vista. In mezzo si erge la Patung Selamat Datang, Welcome Statue: due ragazzi che nel 1962 davano il benvenuto agli atleti dei Giochi Asiatici e ora dai loro 30 metri di altezza, assistono imperturbabili a manifestazioni sporadiche di dissidenti e contestatori, esondazioni dei canali nella stagione dei monsoni, 



e a varia umanità che da bordo marciapiede si lascia immortalare con loro sullo sfondo. 

Per ritornare all'articolo, fra i suggerimenti:
S= Skye 
take me to the ...Skye: ristorante al 56o piano in Central Jakarta nella torre Menara BCA, Jl. M.H. Thamrin N°1. 
In realtà ogni albergo pluristellato sulla fatidica rotonda dispone di un ristorante all'ultimo piano con panorama sulla città. Panorama impersonale, da ammirare giusto di sera, quando offre una luminaria vertical-orizzontale generica, visto che a Giacarta finora nessun archistar ha costruito un palazzo o grattacielo che la contraddistingua.

In alternativa a verticalizzazioni notturne, alla disperata ricerca di qualcosa, l'articolo consiglia spostamenti orizzontali 

S=Sunda (=porto)
ovvero: dirigersi verso il mare, al porto di Sunda Kelapa, dove affittare le vecchie barche a remi protagoniste per secoli di questa zona...




Non quelle sopra, ovvio. Se comunque vi fidate...

K=Kota
Per chi non si sente Olandese volante, si può fare l'olandese-e-basta, sulle  tracce del passato coloniale olandese, nella parte più antica della città, chiamata Batavia, oggi Jakarta Old Town/Kota. 
Constatato che i colonizzatori avevano costruito una rete di canali e ponti levatoi per non sentire la nostalgia di Amsterdam, ci si può sedere al Batavia Café.



Esaurite le opzioni di evasioni suggerite, la dura realtà è il:

TT= Troubled Traffic o Terrific Traffic o Turbolent Traffic
Qualsiasi aggettivo vogliate usare non basterà a declinare tutte le varianti di un traffico con un comun denominatore: sempre e solo ingorghi. 
A tal punto che sovente troverete industriose persone di tutte le età, improvvisate alla vieni-avanti-dottò,  piazzate in mezzo al traffico di strade o incroci, per bloccare la circolazione aiutandovi ad uscire da strade o parcheggi privati ed immettersi nella grande giostra motorizzata.

La Lonely Planet, non a caso, dichiara che qui il traffico è peggio che a Mumbai. 

Questo spiega le miriadi di motorini che sono peggio delle invasioni delle cavallette. Ma c'era e c'è dell'altro.

O=OJEK
I motori sono anche "motorcycle taxis". Sorti come iniziativa spontanea, senza licenza statale, sono iniziati a comparire dopo il divieto di utilizzo dei Becak nel 1994. 
L'unico obbligo di legge è che i mototassisti abbiano il casco di riserva per il passeggero.




B=BECAK
Vietati all'interno dei confini cittadini, in quanto rallentavano il traffico, questi risciò a pedali erano molto popolari fra la gente, servivano per portare a scuola i bambini, le donne al mercato (pasar) ed erano frequenti nelle zone non servite dagli autobus.



B=BEMO
La versione a motore della Becak, da cui l'abbreviazione di Becak Motor. Originari del Giappone, da cui arrivarono nel 1962, questi buffi e rumorosi tre-ruote, la cui parte anteriore della carrozzeria li fa somigliare a topi giganti, ufficialmente illegali dal 1996, si trovano ancora in alcune zone della città (Benhil, Tanjung Priok e Kramat Jati) e possono trasportare fino a 8 persone.



B=BAJAJ
Qui, il popolare tuk-tuk si chiama così. Estremamente conveniente, si distingue dal tre ruote indiano per il suo assetto, più alto posteriormente. Trasporta da due a cinque passeggeri, prestando servizio in aree limitate della capitale, oltre le quali non può andare. 
La zona di servizio è leggibile sulla portiera del guidatore, all'interno di un cerchio bianco.  


MGSB=MOLTO GOLD SPA BUS
Se invece di fare un economico  ride fra traffico e inquinamento di Giacarta, volete vivere questa circolazione caotica in modo più rilassante, beh, allora non vi rimane che scegliere questa opzione. 
Insomma: una Giacarta con molto poco da vedere e un traffico Black and White, anzi Jak and White.




4 geo-commenti:

  1. Jakarta, luglio 2000. Un gran caos, un casino, traffico (peggio che a Mumbai, ma all'epoca a Mumbai non c'era ancora il traffico che c'è oggi, ti assicuro che è mostruoso, ma sarà cresciuto anche a Jakarta). Conservo però dei dolci ricordi della gente di quella città, ospitale, affabile, siamo finiti a cena di una sconosciuta, praticamente. Il cibo squisito, l'unica cosa che mi piacque fu il quartiere cinese, Glodok, credo. Poi il resto di Giava e dell'Indonesia è stato invece incantevole, anche dal punto di vista dei paesaggi.
    Buon Natale dall'India, con affetto

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    1. Carissima, credo proprio di aver visto la parte più brutta di quel paese, ma - come puoi immaginare- i tempi lavorativi sono tiranni.
      Un abbraccio dalla nebbiosa Bassa Romagnola.

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  2. Temeraria Nela!! Viste le premesse, sarai partita con la gioia nel cuore!!!
    Il sindaco della cittadina che attraverso quotidianamente deve essere un estimatore della rotonda di Giacarta. Appena ti distrai un attimo, spunta una nuova rotonda (corredata di alberello striminzito, tristemente illuminato in questi giorni). Che tristezza!

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    1. Carissima, di gioia nel cuore poca, di male al nervo sciatico invece tanto. Ti confesso che il luogo era talmente brutto che non valeva nemmeno la pena di scriverti una cartolina. Ma mi rifarò presto (eh, eh, eh)

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Viaggiatrice Giallamente Ferrata (definizione di Baba Talpa), portoghese dentro, ammalata di ... lusitanitudine, in viaggio fra pagine di libri gialli, scaffali di librerie e biblioteche e altri mondi.

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