Berlino herumgehen (Parte 2)

(Nela San, February 2015)

he­-rum-­ge-­hen

(ziellos) von einer Stelle zur andern gehen, im Kreis gehen, flanieren

Flanieren non è il termine più esatto per definire ciò che Nela San fece al suo arrivo a Berlino, se si considera che:
uscì a grandi passi dall'aeroporto di Tegel con Silvertrolley (per chi non sa chi sia, clikkare qui);
balzò sul taxi, scandì l'indirizzo dell'albergo in un tedesco un po' ...impolverato dal tempo
All'arrivo, in rapida sequenza:
fece check-in, entrò in camera, si lavò le mani, alleggerì borsa-postina, bevve acqua dal rubinetto, guardò mail su cellulare, segnò indirizzo su foglio, consultò mappa, segnò tragitto U-Bahn, controllò presenza occhiali vista in suddetta borsa, la chiuse, la riaprì, controllò presenza suddetto cellulare, la richiuse, uscì da Zimmer, uscì da Hotel, annusò aria gelida, guardò sue scarpe, guardò per aria, impertinente fiocco di neve atterrò su naso e, infine, si incamminò.

Dove? Verso Kreuzberg.
Nelle guide turistiche Kreuzberg è spesso citato come il più piccolo quartiere della città, contraddistinto da forte immigrazione turca negli anni '70 e ora prediletto da studenti ed artisti, tanto da farne un'interessante area multiculturale. 
Interessante? Nela San non può giudicare, si è ormai capito che quel pomeriggio non poteva avere un atteggiamento da flaneur. Suo scopo era arrivare a Dieffenbachstrasse, 58.
L'insegna in apertura chiarisce perché.




Cosa possono inventarsi due americane rispettivamente di Boston e New York arrivando qui nel dicembre del 1984? Semplice: Susan e Paula decisero di aprire questa:

(Nela San, February 2015)

Una libreria che partì con solo 5 libri e un cartello:


Da quello e dalla vendita inizialmente di romanzi in conto deposito deriva il nome della libreria "Fair Exchange". Oggi, con oltre 20.000 libri usati, perlopiù in lingua tedesca e inglese, e qualche esemplare in francese e spagnolo, la formula è la compravendita o più spesso la cessione di voucher con cui si fanno circolare i libri.

Le proprietarie sono molto orgogliose della qualità che possono offrire e lo sottolineano dichiarando: "There is no junk in our shop.".
L'ambiente non è da meno: molto accogliente.


(Nela San, February 2015)

La viaggiatrice non sa dire se la gentile signora a cui ha chiesto il permesso di scattare queste foto fosse Mrs Susan o Mrs Paula, di certo sa che è rimasta colpita da questo luogo, più simile a una casa piena di libri che a un negozio.

  (Nela San, February 2015)

Per meglio rendere tutto questo, Nela San si è maldestramente arrampicata su una scala, nella stanza dei libri in inglese 

(Nela San, February 2015)

Scattata la foto e scesa fino al penultimo gradino, guardando nello scaffale alla sua sinistra, le si è parato davanti al naso un titolo, The Golden Egg.

Per questa libreria scrigno, degna di un uovo di Fabergé, un titolo così non poteva che essere in sintonia col posto, degno parallelismo se si considera che anche l'autrice del romanzo è di lingua anglosassone e, come le proprietarie della libreria, si è trasferita a vivere all'estero, a Venezia.

La viaggiatrice non ha resistito: ha comprato il libro usato, ha ringraziato la libraia ed è uscita. Ha rivolto lo sguardo alla vetrina della libreria con la signora seduta al suo interno, ha alzato gli occhi verso gli alberi intorno a lei e poi di nuovo in basso nei negozi accanto: una galleria d'arte, una boutique di vestiti stravaganti, un fioraio e un negozio di Feinkost.

Ha sbirciato l'orologio: 18.45. 
Aveva smesso di nevicare, l'aria era pungente.
"Questa strada mi piace - si disse - diamo un'occhiata. C'è tempo per tornare in hotel. Nella borsa-postina c'è tutto: il cellulare, gli occhiali da vista e il libro di Donna Leon. Fair Exchange, aufwiedersehen all'anno prossimo!"    

PS: il post è dedicato alla mia gemellina Giacy.nta. Lei sa perché.


4 geo-commenti:

  1. Che brava la viaggiatrice a scovare per noi queste meravigliose librerie! Fanno venire la voglia di visitarle e fanno sognare di aprirne una anche in Italia, magari a Bologna:-)

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    1. Scrivendo ieri notte questo post è riguardando le foto mi sono rammaricata di non avere avuto abbastanza tempo per conversare un po' con la proprietaria. Partire aprendo una libreria con soli cinque libri è una bellissima favola divenuta un reale lieto fine. Mi chiedo se cose così in Italia si potrebbero fare...
      Buona domenica cara amica!

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  2. E cosa dire se non che sono felice di averti come gemellina? Mi sono sentita lì con te ( sì, anche sulla scala.. :)
    Baci!

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    1. La scala è stata un azzardo, per come ero infagottata è già stato sufficiente che abbia rischiato da sola, ma è pur vero che se non ci fossi salita, non avrei trovato il libro della Leon.
      Baci, carissima!

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