Pista nera - un E-book di cui non rimarrà traccia

(Antonio Manzini - Photo du A. Nusca)

Antonio Manzini, romano, classe 1964, è figlio del suo tempo: scrittore, sceneggiatore e anche attore di teatro e serie televisive. Quel genere di persone poliedriche che oggi si definiscono multitasking.


Pista Nera (2013)
Autore: A. Manzini
Pagg.: 288
Editore: Sellerio
Collana: La memoria

 Il suo primo giallo - Pista Nera - è pubblicato da Sellerio nella stessa collana che vanta opere di giallisti illustri, italiani e non. Due fra tutti: Giménez-Bartlett e Camilleri.
Questo vale, da solo, come garanzia di libro riuscito? Forse no, visto che qualcuno un po' acidamente fa notare che la stessa collana annovera anche Marco Malvaldi, ma si sa: non tutti nutrono la stessa simpatia per gli stessi giallisti, nell'universo di quelli propinati oggi nel mercato dell'editoria.

Dunque: Manzini scrittore sì oppure no? La risposta è ni.

Se pensate basti spostare un Vicequestore da Roma ad Aosta e farlo indagare sulle fredde piste della Val D'Ayas, rifiutandosi caparbiamente di indossare un robusto paio di scarponi al posto delle sue amate Clarks, allora vi ci potrete pure appassionare. 
Non vi sorprenderà tanto che fra queste valli, la vittima sia un siciliano di Catania, trasferitosi per amore a vivere qui, o il protagonista si faccia delle canne di tanto in tanto, quanto la trovata originale che porta Schiavone a vedere nei suoi interlocutori delle somiglianze con animali. 
In seguito sopraggiungerà la perplessità per una certa operazione che il vicequestore conduce. Mah, insomma... 

Il giallo lascia freddi. Aldilà dello scontato gioco di parole dovuto all'ambiente in cui tutto accade, Rocco Schiavone fatica a trovare una buona collocazione fra altri ispettori di maggior spessore. E questo, malgrado le sue tante sofferte vicissitudini, quelle che si è cercato con le proprie mani e quelle che gli ha scagliato addosso il destino.

Terminato? Sì, comunque. 
Nela San non si comporta come Manzini che dichiara di mollarli dopo 100 pagine se lo annoiano oppure di gettarli direttamente nel termocamino se a suo modo di vedere sono disonesti. 
Quello lo faceva già Pepe Carvalho, ma in quel caso si trattava di finzione e al personaggio creato da Manuel Vázquez Montalbán una cosa del genere la si poteva perdonare. 

E a Manzini?

Complice il fatto di averlo letto come e-book, della sua Pista Nera non resterà traccia per Nela San. 

Proprio come accade al sangue sulla neve quando comincia a nevicare. 

La neve era sporca?! Lasciamo che a scriverne sia Simenon. 

   





9 geo-commenti:

  1. Credi sia possibile che a Selleriosia arrivata una lettera di "segnalazione"?
    A volte è così che funziona
    altrimenti non si spiegherebbero tanti autori meteora.

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    1. Interessante teoria anche se, onestamente, da chi ha pubblicato dei grandi come Sciascia mi sarei aspettata che certe segnalazioni seguissero il segnale ...cestino-in-basso-a-destra.

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  2. Brava Nela! È quello che mi piace degli ebook: poterli cancellare senza problemi di coscienza e senza pensare al rischio di rovinare la foresta amazzonica!

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    1. Hai ragione, anche se poi, nel caso in cui un e-Book mi piaccia, non sono così sicura di poter fare a meno di comprare successivamente la versione cartacea.

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  3. La vera novità è la tua conversione all’ebook! Ti avevo lasciato al cartaceo!!

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  4. P.S. È il mio primo commento scritto da tablet, regalo del coniuge. Chissà che con questa nuova diavoleria riesca a scrivere e leggervi un po’ di più!

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    1. Parrà strano, mentre sono una sfegatata fan del tablet (com'era la frase? Mai senza profumo?! Beh, io mai senza tablet!), invece non riesco a farmi prendere dagli e-Book anche se ammetto che per i lunghi viaggi in aereo trovarsi un paio di libri al suo interno al posto di quelli cartacei mi risparmia peso.

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  5. Anch'io ricomprerei il cartaceo se l'e-book mi è piaciuto. Mi dà un senso di permanenza che non è affatto illusorio.

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    1. Condivido la tua affermazione in pieno e confermo che, nel caso di questo romanzo, non ci sarà dunque il senso di permanenza. Ecco spiegato il titolo del post. Buona domenica, Silvia!

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