LUSITANITUDINE: ALENTEJO, RAFEIRO, ALQUEVA E JOSE' VEGAR

(Photo Nela San - Gennaio 2015)

sau.da.defeminino

lembrança de pessoas ou coisas distantes ou não mais existentes, acompanhada da vontade de tornar a vê-las ou possuí-las

Chiarita cosa è la saudade con l'aiuto del Wikctionario, chiariamo invece che la lusitanitudine non può essere trovata sul medesimo, in quanto coniata da Nela San. 
Entrambe femminili non a caso, esprimono in pieno l'una la nostalgia di persone o cose distanti con la volontà di tornare a vederle e l'altra la tristezza solitaria del ricordo felice dei momenti passati in Terra Lusitana, oltre che, come diceva Tabucchi, la speranza futura di trascorrerne altri.

C'è uno scrittore che ha colto in pieno la sensazione di lusitanitudine o, ancor meglio, quella che induce ad innamorarsi dell'Alentejo: José Vegar.  

Nato nel 1969 a Luanda, in Angola, ora residente in Portogallo, è giornalista professionista dal 1989 e attualmente consigliere editoriale e reporter per la rivista letteraria portoghese Ler.

Ha scritto un unico giallo, in tre racconti.


Titolo: Un duro sotto assedio (2005)

Pagg.: 150
Editore: Il filo edizioni - collana Albatros
Titolo originale: Cerco a um duro (2004)
Traduzione: Paola Pes

Il sottotitolo cita: "Tre sorprendenti indagini di SD Sanches, detective di quartiere senza licenza". 
Appassionato del grande romanzo giallo, Sebastiao Duval Sanches vede in Borges il suo maestro di vita e in Hammett il mentore per le sue indagini; corre metodicamente a piedi ogni mattina, è appassionato di mappe al punto da contattare via mail un libraio antiquario di Pechino, Zhan Zhuo, per comprare quelle dell'ammiraglio Chen Ho e, infine, è profondo conoscitore dei fumetti di Hugo Pratt.
Fra un pao-de-deus e l'altro conduce dunque tre indagini. Definirle sorprendenti  non è forse azzeccato per chi legge scandinavi, anglosassoni o i classici di Agatha Christie, ne' si può dire che SD Sanches somigli ai vecchietti di Malvaldi: qui non abbiamo mai vittime.

Il terzo racconto, che dà il titolo al libro, vede solo un tentativo di assassinio di... un cane di razza di un titolare d'azienda: un rafeiro dell'Alentejo. Si scoprirà così che il duro sotto assedio, non è aggettivo a identificare il detective bensì il nome del cane: Duro.

"Eh già. Ma guardi che sono proprio fantastici. Testona da orso, portamento da principe, pazienti, con l'aria da duri. E di razza portoghese, eh già." (Pag. 117)
Razza un tempo a rischio di estinzione, il rafeiro è cane da guardia e pastore di gregge. 
Il suo mantello è simile a quello delle pecore: per farsi accettare e, al tempo stesso, mimetizzarsi con loro.

E tutto questo, vi chiederete, cosa c'entra con la saudade? 
Presto detto.
"Vede Signor Sanches, ancora oggi non me lo so spiegare molto bene. La gente lì è diversa. C'è sempre un suocero che uccide il maiale, uno zio che uccide l'agnello, del vino da imbottigliare, dei tordi appena cacciati, e così ho iniziato a partecipare agli spuntini. Questa storia dei monti mi ha fatto perdere la testa. Ha iniziato a piacermi davvero. Quelli hanno l'usanza di mettere delle panche sotto la veranda e io mi siedo lì, a guardare quei campi. Io, che non ho mai avuto niente a che vedere con la campagna, per me il suolo è fatto di asfalto e sabba della spiaggia...". (Pag. 115)

L'essenza dell'Alentejo è tutta qui, come il fatto che le sue case rustiche hanno una dépendance: la casa de matança (foto sotto), dove si macella il maiale, come è capitato di vedere a Nela San nel girellare per la regione. 




Anche la foto d'apertura sintetizza i simboli alentejani:
la purezza del cielo, il colore bianco e blu delle case (e delle pensiline degli autobus nel caso dell'immagine)  e gli spazi dolcemente ondulati.
Tutto lontano dal logorio della vita moderna, per citare la mai come ora efficace pubblicità degli anni sessanta di un famoso liquore digestivo, tanto che persino i paesi oltre i mille abitanti qui sembrano più grandi, quando ci si abitua a visitare piccole freguasias.

(Santa Luzia - Ourique by Nela San - Gen 2015)

(Torre de Coelheiros - Evora by Nela San Gen 2015)


"No Sig. Sanches, me ne vado". [...] "Si ricorda degli spagnoli con cui ho cenato qualche sera fa? Ieri ho concluso un affare con loro. Gli ho venduto la Tinta Tua in cambio di qualche ettaro ad Alqueva. Ho un po' di idee". (Pag. 143)

I due uomini si salutarono. L'imprenditore aprì la portiera di destra e fischiò piano. Duro rispose immediatamente, entrando nella macchina. Borges Pinho fece un ultimo cenno a Sanchez e partì.
Due duri alla ricerca della frontiera, pensò Sanches prima di ritornare dentro. (Pag. 144)

Nela San non ha aziende da vendere come il proprietario di Duro. 
Si identifica però con Borges Pinho e la sua voglia di andarsene, come anche  con un altro personaggio, Abreu, che per colpa dell'età dice: "...da un certo momento in poi si perde la pazienza" (Pag 138) , e in questi posti non si rischia di perderla, semplicemente perché quel certo logorio non risiede qui. 

La viaggiatrice forse non arriverà mai a raggiungere la sua frontiera, il Far West verso Alqueva, ne' riuscirà a coniare un altro sostantivo come espressione della sua personale saudade dell'Alentejo, ma cercherà di fare entrambe le cose.

Cercherà di andare a riveder le stelle, esprimendo questo desiderio in Alqueva,  la prima zona mondiale designata come Starlight Tourism Destination, 3000 km quadrati di riserva per l'osservazione del cielo. 
(Reserva Dark Side Alqueva web qui - mentre le foto sotto sono tutte di Miguel Claro)




Esprimerà questo desiderio di fuga e sognerà. 
Perché in fondo, sognare - come dice Beppe Severgnini - è una droga leggera e, a differenza di tutte le altre, non fa male. 


  

4 geo-commenti:

  1. Che bello, Nela! Mi fai venir voglia di sognare del Portogallo insieme a te!

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    1. Si può ben dire sognare un Portogallo...stellare!

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  2. Ho appena scoperto questo blog e mi unisco volentieri ai lettori! Amo il Portogallo, pur non essendoci mai stata, proprio per Saudade...
    Quindi non posso che accomodarmi qui :)

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    1. Benvenuta in questo blog o come si dice in Portogallo: bemvinda por aquì. Ho una curiosità circa il tuo nickname? Qualcosa a che fare con l'Islanda? Anche se lontano anni luce dal Portogallo, ti confesso che anche l'Islanda mi ha affascinato come forza pura della natura, pur essendoci stata solo 36 ore. Buona domenica!

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