Ricardo Piglia Bersaglio Notturno il poliziesco si tinge di noir


Dormi e le stelle ti dicano
quello che vuoi 
che vuoi sentire dagli altri
spiegare non sai
(Paolo Conte - Fandango)

Bersaglio notturno è un po' come quelle canzoni di Paolo Conte che iniziano in sordina e finiscono in un crescendo dove ogni strumento dell'orchestra (provare per credere, dal vivo) sembrano esplodere in un ritmo vorticoso e incalzante.

Alto, di età indefinibile e la faccia rossiccia, baffi e capelli grigi, Croce masticava pensoso un sigaro Avanti mentre camminava nel locale, sferrando qualche colpo di frustino alle gambe delle sedie, come se stesse scacciando i propri pensieri che sgattaiolavano sul pavimento. (Pag 15 Bersaglio Notturno)

Croce, commissario di un paese della Pampa umida, spesso perso nei suoi pensieri e nelle sue visioni parrebbe somigliare un po' al pelletteur de nuages, quell'Adamsberg commissario transalpino creato dalla penna di Fred Vargas, ma qui siamo nell'Argentina degli anni '70, il commissario viene tradito dal suo aiutante che gli subentra e mai-e-poi-mai accadrebbe che il suo omonimo francese si faccia rinchiudere in manicomio per trascorrervi il tempo e riposarsi.

Titolo: Bersaglio notturno (2011)
Originale: Blanco Nocturno (2010)
Autore: Ricardo Piglia
Editore: Feltrinelli
Pagg.: 249
Traduzione: Pino Cacucci

Inizia come un poliziesco. 
In un paesino dell'Ovest descritto da uno dei personaggi come il  tedio infinito che ti infonde questa pianura, dove tutti girano a vuoto come morti viventi per le strade deserte, e la natura qui offre solo distruzione e caos, isola la gente, ogni gaucho è un Robinson Crusoe che cavalca nei campi come un'ombra. (Pag. 100), viene trovato assassinato nella sua stanza d'albergo un portoricano mulatto, arrivato apparentemente per la relazione che intrattiene contemporaneamente con entrambe le gemelle Belladona, figlie di uno dei più ricchi e potenti signori del luogo.

La scoperta del colpevole dell'omicidio svelata a circa metà del libro non mancherà di dare una scossa agli avvenimenti, svelando sedimentazioni di rancori famigliari che si credevano ormai sepolte. 

Qui c'è stata una guerra di famiglia confiderà a pag 160 la direttrice dell'archivio municipale al cronista di "El Mundo",  Emilio Renzi, personaggio non nuovo per Piglia e a cui dà il compito di imprimere la svolta verso un'investigazione giornalistica, facendo affiorare il lato noir del romanzo.

 Copertina azzeccata. Immagine e titolo ricalcano un episodio del romanzo (Pag 126), quando una lepre paralizzata dal terrore, bianca, resta immobile nel cerchio dei fari luminosi dell'auto del commissario in viaggio attraverso campi, evitando recinzioni e bestiame dormiente.
Metafora di quel che succederà poi nella guerra delle Malvinas: Renzi ricorderà di aver letto che i soldati britannici avevano occhiali a infrarossi che permettevano di vedere nel buio e di sparare ai bersagli di notte e, in quel momento, si renderà conto che avrebbero perso la guerra. 

Ma c'è un'altra la metafora che può essere letta fra le righe del libro.





Il fallimento - nel romanzo - dell'industria creata dalla famiglia Belladona, (prototipi di auto per Chrysler, Fiat e IKA -Industrias Kaiser Argentina) a causa della svalutazione del peso argentino nei confronti del dollaro statunitense, delle vicende che ne seguirono e dei meccanismi legati agli hedge fund (Pag. 166) paiono alludere al default più recente dell'economia argentina, al cambio nero del dolàr blue e alle ultime vicissitudini bancarie dei suoi tango bond.







Sul ritmo scuro di una danza
piena di sogni e sapienza
la donna accoglie i suoi ricordi
anche i più stupidi e balordi
c'è in lei una specie di cielo
un'acqua di naufragio, un volo
dove giustifica e perdona
tutta la vita mascalzona
blu tango

Non si svelerà il finale del romanzo, fra metafore certe o presunte, il pensiero va all'attuale presidente argentino Cristina Fernàndez de Kirchner e a Evita Peron, chiedendosi a chi Paolo Conte dedicherebbe il suo Blu Tangos.

     

5 geo-commenti:

  1. Che paese magnifico, facile e difficile, innocente e corrotto che é l'Argentina!

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    1. Apprezzo il giudizio, da chi ha avuto modo di conoscerlo meglio, come hai avuto la fortuna di fare tu.

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  2. Post incredibilmente accattivante. Sei la commerciale perfetta. Questo mix tra giallo e sociale mi intriga assai. Lo cerca in versione digitale. Un abbraccio

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    1. Mi lusinghi... Non aspettarti troppo però, come buona parte dei sudamericani ha un inizio lento e per niente incalzante.
      PS forse oggi ti saranno fischiate le orecchie. Ti scrivo la ragione in privato, su FB.

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  3. Davvero, molto accattivante anche per chi di gialli ne legge pochi, come me.

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