ON THE WALK IN BRUXELLES: Pêle-Mêle E PINGUINO



Lasciate  le atmosfere branché di Cook & Book, dove nulla è lasciato al caso, ecco una libreria dove tutto parrebbe invece lasciato al ... caos.
O meglio: alla rinfusa, come da traduzione dal francese per Pêle-Mêle, nome del gruppo di tre librerie, di cui una a Bruxelles zona Centro, l'altra a Waterloo e infine quella visitata da Nela San nel quartiere di Ixelles, Chaussée de Waterloo, 566. 

Libreria su due livelli: al piano terra la sezione per l'infanzia, la musica, i film e DVD,  e al secondo libri, romanzi e saggi. Tutto rigorosamente d'occasione, perché qui, oltre ad acquistare libri e quant'altro di seconda mano, potete portare anche i vostri e venderli alla libreria.

Quando si salgono le scale e ci si imbatte nelle sue scaffalature in legno povero, (scordatevi il prezioso mogano di Cook & Book), ci si immergerà in un labirinto in cui è piacevole smarrirsi .

Se tuttavia siete di quelli a cui non piace perdersi ma volete solo aller flâner, o vi sentite Indiana Jones alla ricerca del...libro perduto, basta seguire le indicazioni per arrivare allo scaffale della sezione che vi interessa, (comprese quelle dei libri in Inglese e a altre lingue). 



Magari scoprirete un testo  fuori catalogo, la meravigliosa guida "Bruxelles surprises - 500 coups de coeur" edizione 2014 pressoché nuova ma a prezzo sensibilmente ridotto o un bellissimo libro sulle fotografie di  Helmut Newton a metà del prezzo di copertina.




Lo spazio per la ristorazione è minimo, occupato solo da un distributore automatico per il caffè, poltrone e tavoli fatti con materiali di recupero.

Per quest'ultimi si può ben dire che lo siano dalla ...testa ai piedi (vedi foto sopra, i piedi del tavolino,  e quella sotto per la sua superficie).

Il suo proprietario la definisce: "una boutique di seconda mano in cui la maggioranza dei prodotti sono dei pezzi unici, mentre le librerie tradizionali acquistano libri a pallet interi", e in effetti non gli si può dare torto 



Dalla parte opposta dell'edificio, al 185 di Rue Washington, si trova il Garage à manger, il vecchio garage della libreria, collegato alla stessa anche dall'interno, oggi tramutato in ristorante.



Segnalato anche da Slowfood, il ristorante si definisce come: "Un Lieu qui vit au rythme de la journée".

Il suo proprietario, Joël Geismar famoso per i suoi piatti cucinati nel suo camion ristorante parcheggiato ogni Lunedì al marché de St Gilles e di Giovedì al Marché Durable, lo ha aperto il 9 settembre 2013, considerandolo come "le resto fixe d'El Camion".




Se tuttavia, anziché mangiare al coperto nel minimalista Garage, preferite il cibo da strada, esposti a vento e pioggia come gente del vero Nord, optate invece per Mer du Nord/Nordzee (Rue Sainte-Catherine 45, Bruxelles Ville), pescheria- chiosco dove farete la fila per ordinare dell'ottimo pesce cucinato al momento e, una volto pronto, sarete chiamati dai ragazzi del chiosco che urleranno il vostro nome con voce baritonale.  


Potrete fare il vostro spuntino nei tavoli della piazzetta di fronte, accanto alla chiesa di Sainte Catherine, e pazienza se il tempo è inclemente, lo diceva anche una canzone: scende-la-pioggia-ma-che-fa! Per la gente del Nord e l'ombrello è solo un'ipotesi.
 Così fra libri nuovi ed usati, birre trappiste e cibo di strada, la trasferta belga è finita. 
Dopo l'andata con stendino, il confine è stato varcato con pinguino. 
Sì, si sa che in Svizzera si dovrebbe mostrare il certificato veterinario per gli ...animali domestici, ma per questa volta non c'è stato bisogno di dimostrare che il delizioso mammifero polare era domestico. 
Rispetto al ben visibile stendino, oggetto di sguardo accigliato del poliziotto in dogana, il pinguino se ne stava calmo, perfettamente chiuso in un cartone. Per evitare gli urti. 

Anche se di plastica, il cloned penguin di William Sweetlove doveva viaggiare con cura.

4 geo-commenti:

  1. Risposte
    1. Questa le le altre cose del post so e le scoperte di chi tu sai...e, insomma, a parte le volpi (ma te lo racconterà lei) sono tutte cose belle. Buona domenica.

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  2. Post delizioso come tutti quelli in cui parli di geo-librerie. Le librerie d’occasione sono diventate altamente pericolose. Fino a qualche tempo fa, neppure le prendevo in considerazione; ora non riesco a smettere di rovistare. E non riesco a non comprare, nonostante i sensi di colpa per i tanti libri ancora da leggere…

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    1. Anch'io confesso di aver rovistato in lungo e in largo nella libreria per un'ora buona, complice il fatto che ognuno dei famigliari faceva la stessa cosa e con soddisfazione.

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