Un Winter Sleep e un Tango a Istanbul ‏



(Istanbul Ferry by Mrve Ates)



Però...aveva senso commettere un omicidio quando lo Stato poteva ridurre chiunque al silenzio sbattendolo in prigione con una scusa? (pag. 208 Tango a Istanbul)

Aldilà delle questioni politiche, ci sono anche altre cose che in questi primi due terzi dell'anno hanno deluso sulla Turchia. 

La prima è l'ultima prova cinematografica di Nuri Bilge Ceylan, regista-scoperta di C'era una volta in Anatolia. 
Se tanto affascinante era stato questo film, il suo Winter Sleep (titolo italiano Il Regno d'Inverno),  approdato in Europa aveva forse bisogno dell'avvallo di Cannes per essere distribuito? 
Il dubbio viene, visto quanto la sottoscritta si è rigirata per oltre tre ore nella sedia del cinema all'aperto, muovendosi tanto quanto invece il film pareva marmoreamente immobile (salvo la fotografia come sempre).
La seconda è l'ultima prova letteraria della Aykol e della sua libraia turco-tedesca Kati Hirschel in Tango a Istanbul. 

(Source: bugunbugece.com)

Intendiamoci: il giallo mediterraneo non è sempre ricco di colpi di scena.Più spesso si basa molto sull'originalità dei caratteri e gli ambienti in cui si muovono, ma quando non accade nulla o quasi per oltre due terzi del romanzo, l'incedere si fa faticoso.
Nel quarto giallo della scrittrice turco-tedesca ambientato a Istanbul, poco aiutano le solite descrizioni della metropoli, dei luoghi nascosti, dei taxisti un po' strani, oppure il peana e grido di dolore sollevato sul destino delle librerie indipendenti, anche qui, in Turchia, a fronteggiarsi con la concorrenza degli e-book e delle grandi librerie.


Non basta nemmeno invocare Camilleri, Markaris e la Highsmith (quest'ultima sub-judice). I Santi, qui gli Scrittori, non aiutano a far decollare un giallo che si avviluppa su se stesso e su dialoghi ripetitivi, fatto salvo qualche timido accenno alla situazione turca, di ieri e di oggi. 


Avrà già sentito parlare dei cosiddetti "balli della repubblica", organizzati nei primi anni dopo la fondazione della moderna Turchia per volere di Mustafa Kemal Ataturk in persona. E' stato lui a introdurre il tango nel paese, per favorire i rapporti tra uomini e donne. (pag. 66 Tango a Istanbul).

Timido, perché pare quasi che la Aykol abbia una sorta di timore reverenziale ad affrontare alcuni temi scottanti della Turchia di oggi. 

Insomma, non siamo di fronte al Winter Sleep, ma leggendo del flebile filo del Tango che lega il titolo alla vittima, più che l'Ocho adelante del ballo argentino anche qui, come nel film del regista turco,  siamo di fronte a un... Late Summer Sleep.

Titolo: Tango a Istanbul (2014)
Autore: Esmahan Aykol
Titolo originale: Tango Istanbul (2012)
Editore: Sellerio
Traduzione: Emanuela Cervini


4 geo-commenti:

  1. Insomma delusioni dal cinema e dai gialli! Aspettiamo tempi migliori!

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    1. Confidiamo in Settembre e in Ottobre...

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  2. Pensa te. Feltrinelli della stazione di Milano. Mi aggiro tra gli scaffali per prendere un giallo che mi accompagni fino a Roma. Ho in mano Tango a Istanbul; poi il coniuge mi ripropone Carofiglio (Testimone inconsapevole). Ma sì, dai. E rimetto a posto il tango.
    Il regista, invece, non l’ho mai sentito nominare prima (troppo ignorante, lo so). Ma, grazie a te, ho appena fatto richiesta di prestito del film C’era una volta in Anatolia.
    Buon venerdì di riposo.
    Un abbraccio

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    1. Il coniuge ti ha suggerito bene: il primo Carofiglio si legge meglio dell'ultima Aykol. Io, di Carofiglio, sono in attesa di leggere quello ambientato nell'Appennino toscoemiliano, anzi lo abbinerò alla lettura di un altro, ambientato nello stesso luogo e vediamo chi dei tre è più appassionante (sì, hai capito bene dei tre autori, uno è scritto a 4 mani). Il Venerdì di riposo non ha prezzo! Buon rientro da MI.

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