L'equilibrio di Carofiglio e la regola della blogger


(La equilibrista - Manizales, Caldas, Colombia)


equilìbrio s. m. [dal lat. aequilibrium, comp. di aequus «uguale» e libra «bilancia»]

Quanto avrà faticato Gianrico Carofiglio nella stesura dell'ultimo romanzo con protagonista il suo avvocato, Guido Guerrieri?

Quanto sarà stato semplice per lui, magistrato prima e scrittore poi, riempire pagine con i meccanismi della giustizia, sfruttando l'onda del successo dei legal thriller e, nel suo caso, con abili perfezioni (non) provvisorie?

Quanto poi avrà occultato, cambiato, truccato affinché il giudice del libro non rimandi ad uno reale, reale e corrotto, a conferma (o a tutela) che qualsiasi riferimento a persone è puramente casuale? 

Quale, al contrario, la regola di autodisciplina che si è imposta la blogger per non cadere nel ragionevole dubbio di star leggendo la solita pagina di cronaca politica del quotidiano di turno? 

(In)consapevole testimone che il post ha quattro domande e quindi siamo di fronte a perfetta parità, l'unica equilibrata risposta, terminato (a fatica) il libro,  è che l'attendibilità del mostro  ne La regola dell'equilibrio fa più paura di quelli delle credenze popolari ne Il guardiano invisibile nel libro della scrittrice Dolores Redondo (recensito qui).

Perché? 
Perché quelli della Redondo sono (forse) nei boschi mentre questi di Carofiglio  sono (di sicuro) tra noi. 
Vicini e presenti. 
Lontani dagli scomparsi Falcone e Borsellino. 
Smisuratamente lontani e quando una cosa è smisurata siamo lontani da ogni equilibrio.

Tuttavia, oltre a questa fondata paura, già purtroppo ben presente nelle cronache giornaliere dei quotidiani, il romanzo non decolla... e si sa che, anche in decollo ci vuole equilibrio.

Quest'ultimo commento, lungi dall'essere autodisciplinato, esula dalla regola dell'equilibrio.


Titolo: La regola dell'equilibrio (2014)
Autore: Gianrico Carofiglio
Editore: Einaudi
pp. 282 


9 geo-commenti:

  1. Ciao Nela
    a me all'inizio inizio Carofiglio dei primissimi Sellerio piaceva, dopo no...
    a presto

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    1. Siamo allora in equilibrata sintonia.

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  2. Su gli ultimi di Carofiglio sono piuttosto perplessa. Su questo credo mi asterrò (con molto equilibrio, s'intende)

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    1. Equilibrata perplessità che condivido pienamente

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  3. Di Carofiglio ho letto solo La manomissione delle parole e Né qui né altrove, quindi non credo di aver colto la sua tipicità per cui i lettori si sono affezionati a lui.

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    1. Credo che, nei gialli, continuare a scrivere romanzi con un personaggio che ha riscosso successo sia impresa difficile. Non tutti sono dei Simenon o dei Camilleri...anche la stessa Gimenez-Bartlett, negli ultimi romanzi con protagonista Petra Delicado ha perso mordente. Carofiglio, in quest'ultimo romanzo, oltre al mordente, ha smarrito la suspence.

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  4. Cara mia, non è più il Carofiglio di una volta! Scherzi a parte, ho letto solo i suoi primi gialli non gialli (perchè è anche la quotidianità raccontata da Carofiglio a farti andar avanti nella lettura). Poi mi sono un po' disamorata.

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    1. Già, concordo. E' un po' come si dice per le stagioni e qui, se non da' un po' di mordente al suo Guerrieri, (e non basta il Sacco da boxe), la sua stagione è passata. Buona domenica!

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  5. Possiamo pretendere tutto solo dai fenomei
    e francamente di fenomini in giro ne vedo pochini

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