Eymundsson - alluvioni buone e gatti neri cattivi

(Photo Milles)

C'è una piccola nazione di soli trecentomila abitanti o poco più che vanta una dinamica e fiorente editoria nazionale, pubblica più libri pro capite di ogni altro paese al mondo e la cui biblioteca della capitale, malgrado i suoi soli duecentomila residenti, ha registrato in un anno prestiti di oltre un milione e duecentomila libri.


Stiamo parlando dell'Islanda e di Reykjavik, nominata nel 2011, non a caso, Città dell'Unesco per la Letteratura.




La libreria più antica e più grande  in Islanda è la Pennin-Eymundsson, con punti vendita in tutto il paese e ambienti confortevoli dotati di caffetteria (Te og Kaffi), come la sede nella capitale, all'ultimo piano dell'edificio che la ospita.


(Photo Elfar P.)

In questi giorni di scarsa luce, deve essere molto suggestivo fermarsi in un luogo del genere, bevendo un te caldo e fantasticando di viaggi verso Ovest o Est, vista la sua posizione geografica, per alcuni distante da tutto,  equidistante dal Nord America e dall'Europa per altri. 
I più però, in barba agli elfi dispettosi delle saghe di questi luoghi e alla mancanza di luce, si stanno preparando al Natale con alcune tradizioni tipiche del luogo, che riguardano alluvioni buone e gatti neri cattivi. 



Jólabókaflóð, più o meno è traducibile in: " Alluvione natalizia dei libri" è il periodo da fine Settembre a inizio Novembre, quando è pubblicato il bókatíðindi, catalogo dei libri in lingua islandese disponibili per il periodo natalizio e che coincide con quello della loro maggiore vendita.


Nel paese in cui molti alimenti provengono più dagli Stati Uniti che dall'Europa, il cibo per la mente in lingua inglese è presente di rado sugli scaffali delle librerie, per evitare la competizione con Amazon, che risulterebbe perdente e porterebbe al rischio di chiusura.

Un altro fatto curioso riguarda le copertine dei libri pubblicati dagli editori nazionali: la maggioranza con copertina rigida. Solo con l'avvento delle edizioni tradotte dei gialli degli altri paesi scandinavi è cominciato ad imporsi il libro tascabile o, come si dice in inglese, paperback. 

Nella patria del giallista Arnaldur Indriðason, regalare libri a Natale è una tradizione così radicata che le famiglie si riuniscono, li scambiano come regalo la notte della vigilia e trascorrono la notte leggendo. Tradizione che risale alla Seconda Guerra Mondiale, quando erano in vigore delle restrizioni sulla regalistica d'importazione. 

Altra tradizione vuole, un po' come da noi, che quella notte si debba rinnovare un capo d'abbigliamento. Qui, però, entrano di nuovo in gioco gli elfi, in particolare questo


o la sua versione ancora più inquietante, fatto dagli alunni di una scuola di Akureyri.




(Akureyri - Jólakötturinn - Jólatré)
Il Jólakötturinn è il gatto nero di un troll donna, Grýla's. 
La tradizione islandese vuole che mangiasse i bambini che non indossavano un vestito nuovo per Natale.
In realtà, la leggenda sembra fosse stata ideata dai proprietari delle fattorie per spingere i loro operai a finire la tessitura della lana prima dei rigori invernali. Chi terminava in tempo, riceveva in regalo nuovi abiti di lana, gli altri rischiavano invece di esser divorati dal gatto nero di Gryla.

Se però avete un bel maglione nuovo, un mappamondo e un libro di Indridason da leggere, non vi succederà niente. 
Indridason fa morire Babbo Natale, ma questo solo in uno dei suoi gialli. 

Eymundsson Bookstore Coffee Shop
Austurstraeti 18Reykjavík 101Islanda

10:00/22:00



10 geo-commenti:

  1. Straordinario paese l'Islanda: elfi, libri, neve, vulcani...mi sa che un viaggio prima o poi ce lo faccio, magari, se il gelo non è troppo, intorno al Natale!

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    1. Ci sono stata solo per due giorni, ma tanto è bastato per capire che, lì, la forza della Natura è veramente affascinante e prorompente!

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  2. Fai prima a dire dove NON sei stata
    Ciao Nela

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    1. Ah, ah, ah! Sono tanti quelli in cui NON..., credimi! Un elenco sommario?! Giappone, Cile, Argentina, Nuova Zelanda. Poi ci sono quelli in cui NON mi interessa andare e anche questi sono tanti. Buona Domenica, Massimo!

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  3. Il posto dove mi trasferirei anche domani ( sono una talpona e la mancanza di luce non mi dà noia, la mancanza di verde invece sì ). Bello il tavolo con i mappamondi!:)
    baci

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    1. Per la mancanza di luce allora saresti soddisfatta, ma ahimè è il verde che manca, fatto salvo trovarlo nelle serre alimentate dai geyser; li crescono pure gli alberi delle banane, parola di viaggiatrice che li ha visti di persona.
      Buona domenica, gemellina!

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  4. Ma giacinta è la tua gemella davvero?
    E invece di parlarvo viscrivete qui?

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  5. Che paese civile! Un luogo dove a Natale si scambiano libri e si trascorre la serata leggendo! Fantastico. Credo che i nipoti mi tireranno dietro i libri che certamente riceveranno a Natale: ma qualcuno dovrà pure calpestare il mito della play station e robe analoghe, o no?

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    1. Beh, magari ai nipoti si regala un libro che parli dei giochi di maggior successo nella play station, così lo leggono...che dici, può essere una soluzione valida?
      Ti stupirò con altro sul paese civile. Presto un nuovo post!

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