The Kellermans - Kippur e altro


(Photo: Christopher Anderson - Magnum - Boro Park)


Di Batya Gur e dei suoi gialli ambientati in Israele si rimane orfani (se ne è parlato qui). Scrittrice per tanto tempo testimone prediletta di Nela San delle molteplici realtà del paese spesso visitato per lavoro.
Fra le pagine di Batya Gur prima, e di Xialong oggi per la Cina, (paese frequentato decenni dopo), la viaggiatrice ha spesso trovato risposte a tante sue domande su quei paesi.

Certo ci sono altri giallisti israeliani. Per citare solo quelli tradotti in italiano: Shulamit Lapid, Dror A. Mishani, Yshai Sarid e Liad Shohan, ma per Nela San il distaccarsi da Batya Gur, anche ad oltre 10 anni dalla sua prematura scomparsa, è ancora impresa difficile.

Tentando tuttavia di riavvicinandosi al giallo israeliano, la viaggiatrice ha recentemente preso una svista colossale su un titolo e un cognome che dovevano, secondo lei, garantire che il libro fosse ambientato in Israele.

Titolo: Kippur - Il giorno dell'espiazione (2012)
Titolo originale: Day of Atonement
Autrice: Faye Kellerman
Traduzione: Pietro Alessandro Corsini
Pagg: 440
Editore: Cooper


Per le strade di Boro Park si avvertiva un'aria elettrica, anche se tutti i negozi erano chiusi. Lungo i viali marciavano uomini vestiti di nero, mentre donne di mezza età trascinavano le buste della spesa, o si affrettavano a comprare le ultime cose che avevano dimenticato. Giovani spose, avvolte in cappotti invernali, camminavano con grazia consunta. Alcune indossavano berretti di lana, ma la maggior parte di loro aveva la parrucca - e il modello che sembrava andare per la maggiore aveva i capelli lisci fino alle spalle, tagliati a carré, come un paggetto. (Pag 27)

La svista, appunto: niente Tel Aviv, niente Gerusalemme ma Borough Park o per dirla come i suoi abitanti, Boro Park, nella parte sud-occidentale di Brooklyn.


Quando Decker entrò in casa dalla porta principale, sentì il cicaleccio delle donne che continuava in cucina. Gli uomini non erano ancora tornati dal Mikvé, e Decker si chiese dove fossero i ragazzi. (Pag 33).  


All'inizio, il libro rimanda agli ambienti famigliari ebrei di un film di Woody Allen, ma si va oltre. La comunità ultra ortodossa, i loro legami, i riti e le consuetudini sono spiegati molto bene e presto ci si rende conto che dell'ilarità del regista newyorchese c'è ben poco. 
Ci si immerge invece in un compendio di noir, thriller psicologico e poliziesco più simile a Il buio nell'anima di Neil Jordan.
Nel film c'era una frase: 
"In giro c'è chi si crede Dio.", 
qui invece si legge:
Fece una pausa, poi scrisse: "Hank Stewart, Re".
"Re Stewart".
"Imperatore Stewart".
"Lord Stewart".
"Dio Stewart":
O forse poteva bastare solo "Dio". (pag. 11)


(i Kellerman nel loro appartamento a NY, su Central Park Photo E. ANdrews per NYT)

La scrittrice: Faye Marder Kellerman fa parte di una famiglia di autori di successo.
Il marito, Jonathan Kellerman, sempre in vetta alla top list dei romanzi del New York Times, due dei loro quattro figli, anch'essi scrittori affermati e infine lei, creatrice di una serie di polizieschi (ormai una ventina) con protagonisti Dereck, poliziotto di Los Angeles, e sua moglie Rina Lazarus. Coppia affiatata di investigatori ultra-ortodossi, così come sono ultra-ortodossi i Kellermann nella vita reale.

Tutto orchestrato molto bene.
Così, pur tenendosi a distanza dai gialli britannici e americani, Nela San ammette che, malgrado la svista, il sollievo è di non leggere di triti-e-ritriti inseguimenti fra auto di polizia e ricercati che spesso vediamo anche nei film USA.
Tuttavia, a ben guardare, una cosa che stona in questa storia americana c'è e, guarda caso, ha a che fare con le automobili.

E' realistico far guidare di notte per i bassifondi di Santa Monica Rina Lazarus, oltretutto con l'auto del marito che, guarda caso, è una Porsche?! 

E' realistico?!

Ah, dite che non lo è perché in California si gira con Porsche ma solo cabrio!
Ora Nela San si spiega perché non riesce, non riesce proprio ad appassionarsi ai giallisti americani.

11 geo-commenti:

  1. Fantastico post! Mi piacciono molto i libri di Batya Gur e quanto mi dispiace sapere che non scriverà mai più. E anche di Kellerman e le sue storie del Rabino...
    Sono triste per Parigi!

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    1. Si anche a me spiace molto di non poter più leggere altri gialli di Batya Gur. Ora vorrei leggere Dror A. Mishani. Lo conosci?

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  2. Quanti libri da leggere o anche solo da sfogliare! Non basterebbero due vite... Per fortuna che c'é Nela San che lo fa per me!😉

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    1. Sempre molto carina, grazie! una buona domenica a te, nonostante tutto, con la speranza che possa tornare la quiete e la serenità. Un abbraccio.

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  3. Prego vedere:
    Valzer con Bashir regia Ari Folman
    Qualcuno on cui correre Oded Davidoff
    grazie delle tue recensioni

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  4. Risposte
    1. Ora me la vado a leggere, perché il secondo film non lo conosco. Grazie!

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  5. Anche le viaggiatrici giallamente ferrate possono prendere una svista!!! Capita...
    sono passata per chiederti qualche consiglio portoghese. Ho acquistato Alba sporca che leggerò a breve. Che mi suggerisci di bellobello ambientato a Lisbona? Qualcosa su Coimbra??? Sai di essere la mia gialloconsulente preferita, no????

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    1. Impresa ardua consigliare libri belli belli ambientati a Lisbona o Coimbra, quanto ai gialli poi... L'unico giallista portoghese degno di nota èFrancisco Jose' Viegas, ma il suo ispettore agisce a Porto. ricordati: il giallo portoghese è "slow"' come loro. Uno dei suoi migliori è Lontano da Manaus. Poi se invece cerchi romanzi non gialli, uno degli editori che pubblica autori portoghesi è Cavallo di Ferro.

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  6. Io comunque vorrei l'appartamento dei signori Kellerman.

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    1. Ah ah ah, lo sapevo! Comunque, non essere precipitosa nella scelta, ne hanno anche uno a LA e un altro in New Mexico, ma per il momento, essendo stati intervistati dal NYT, possiamo vedere solo questo. Buona (parte finale di) domenica.

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