Si fa presto a dire Adriatico - Mare di Ervas, lacune di Nela San


(estratto dalla copertina del romanzo - Autore...)

"Sa cosa significa balkan?" chiese.
"No" rispose Stucky.
"E' una parola che ci hanno affibbiato gli ottomani e significa montagna. Che per metà è un'offesa e per metà stupore. Poi voi ci avete costruito sopra l'idea che sono terre intrise di sangue e conflitti. Che bravi i vostri signori letterati: i Balcani come terre sanguinarie..." (Pag 203 Si fa presto a dire Adriatico)

Balcani intero territorio della Penisola Balcanica,  oggi comprendente Bulgaria, Grecia, parte della Turchia (Tracia orientale), repubbliche ex iugoslave (Croazia, Slovenia, Serbia, Montenegro e Macedonia, la Bosnia-Erzegovina), Albania; a cui si aggiunge di solito la Romania, avendo condiviso profondamente la storia balcanica. (estratto da Fonte Treccani).

Che anni erano quelli in cui si abbandonava l'Adriatico-aldiquà per spingersi in vacanza nell'Adriatico-aldilà? Allora, il commento suonava spesso così: "Nei negozi c'è poco, ma vuoi mettere il mare?!"
Si fa presto a dire Adriatico, non solo denota questo mare che per l'ispettore Stucky sembra un flute, con l'orlo tra Brindisi e Durazzo, e le sue isole non sono le antiche colline dei Balcani, ma bollicine, (pg 266),  ma è anche il sesto giallo dell'ispettore mezzo iraniano e mezzo veneziano, creato dalla penna dell'insegnante di scienze naturali e scrittore Fulvio Ervas (qui sotto- foto da Vanity Fair).


La viaggiatrice nutre per questa terra un misto di curiosità, sulle contraddizioni geo-politiche balcaniche, e di lacune, queste invece per la personale ignoranza geografica, che la obbliga a consultare mappe per localizzarne gli Stati e le capitali. Oltre l'amatissima Trieste, Nela San ha un buco nero territoriale sui giallisti dell'Adriatico-aldilà. La luce-alla fine-del-tunnel ricompare per lei con il greco Markaris, ma a quel punto già si parla di Egeo. 

L'ultimo giallo letto ambientato nei Balcani era La maschera di Dimitrios  dell'inglese E. Ambler, appassionante storia di spie ambientata negli anni '30. 
Confronto automatico con il romanzo dell'autore veneto, ma non dal risultato scontato. 

L'approccio di Ervas ai Balcani pare inizialmente superficiale e grottesco (a volte lento), ma si sviluppa poi in qualcosa di romantico e triste. La storia di quel Adriatico-aldilà si comporta come l'acqua quando ha solo un lieve tremolio di superficie, ma cela in realtà  forti correnti in profondità.

Sullo sfondo di paesaggi da turismo da favola, sempre sull'orlo dell'inquinamento edilizio-turistico, (i turisti sono il nostro petrolio, dice uno dei protagonisti) in quel mare azzurro si consuma il dramma dell'agonia della pesca; dramma che spinge un gruppo di ex-pescatori chioggiotti ad improvvisarsi pirati e ad assaltare gli innumerevoli yacht che frequentano le coste dalmate.

Proprio da questa attività illegale e da un cuoco chioggiotto trovato impiccato in un campeggio naturista in Croazia parte la doppia investigazione: dell'ispettore Stucky, indirettamente coinvolto perché l'omicidio è avvenuto nel campeggio dove si trova in vacanza, e del commissario della polizia locale, Ante Latinski, che subito capisce che la vittima non si è suicidata perché l'odore dei morti ammazzati è diverso da quello dei suicidi, [...omissis]. L'aveva sentito mille volte a Vukovar, quell'odore. (Pag 145). 

Storia in un delicato periodo di transizione di un paese fuori e poi dentro l'Europa, con dolori non sopiti di un conflitto del passato e il palesarsi di scandali economico-finanziari del presente.

I giochi sporchi delle spie di Ambler sono un ricordo lontano, ma la certezza presente è che quei giochi oggi avvengono all'ombra (o alla luce?) della finanza. Aldiquà o aldilà poco cambia.

Senza svelare il finale, si arriverà anche ad avere un dubbio: che i pirati veri non siano quelli che assalivano le barche, ma quelli che venivano assaliti. Arrembanti pirati di una finanza spregiudicata, all'ombra dell'Europa. 

"Siamo in Europa, Dragan. Europa. Sono cambiate le regole"
"Bel colpo di culo" disse Dragan, sorridendo a cento denti.
"Che ne sai tu di Europa!" disse il commissario.
Sospirò. Esercitare il mestiere del poliziotto era diventato più complicato che combattere a Vukovar. Troppi equilibri e troppi baricentri, troppa politica, troppo rumore molesto. (Pg 169)

Si fa presto a dire Adriatico (2013) 
Fulvio Ervas
Pagg 325
Marcos y Marcos 


2 geo-commenti:

  1. Zona quantomai affascinante, quella dei Balcani. L'ho girata parecchio in due viaggi con un mio fidanzato globe-trotter. Tanti ricordi intensi. Povera Albania, uscita da una dittatura e già di nuovo sfruttata e piena di spazzatura.

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  2. Zona a me del tutto sconosciuta. Ignoranza abissale sotto tutti i profili: geografici, culturali, narrativi. Marcos y marcos è una casa editrice straordinaria. Un altro libro da prendere in considerazione...

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