río quibú: l'incub-amento di Ronaldo Menéndez


L'approccio giallista di Nela San a Cuba poteva indirizzarsi a:

A) scrittori molto noti: Graham Greene de Il nostro agente a l'Avana (1958),  Cornell Woolrich di Vertigine senza fine (da cui il film Original Sin) o Elmore Leonard dell'accattivante titolo Cuba Libre;
B)quelli meno noti: Leonardo Padura Fuentes e la sua serie con tenente Mario Conde;
C) quelli per niente noti (non tradotti in Italia):il pluripremiato Amir Valle o Roberto Estrada Bourgeois;
E) infine quelli ahimé incompiuti come l'ultimo Manchette in Principessa di sangue.

Il ... caso bibliotecario ha voluto invece che il primo giallo di autore cubano ambientato a l'Avana fosse questo:

Titolo: río quibú (2009)
Titolo originale: río quibú (2008)
Autore: Ronaldo Menéndez
Traduttore: Silvio Mignano
Editore: Fazi
Pagg.: 160







Storia che ruota attorno a un adolescente, Junior/Matteo che vuole indagare da solo su chi ha stuprato ed ucciso la madre, Julia, ritrovata ai margini del fiume Quibú.

Il Río Quibú è una demarcazione che solca come una vergognosa arteria una parte della capitale, e le sue acque sono una secrezione che esce silenziosamente da enormi tubature sotterranee a mezzo miglio dalla spiaggia, molto vicino alla Marina Hemingway. Un turista che si faccia il bagno nella Marina, in un modo o nell'altro sta degustando la cacca autoctona. (Pg 25)

In quarta di copertina El Mundo lo definisce un romanzo nerissimo dall'espressionismo teso e violento. Coglie nel segno, anche se definirlo solo nerissimo è un termine limitato, forse per non impressionare lettori dagli stomaci delicati. 
Il romanzo è sanguinantissimo, violentissimo, truculentissimo, crudelmente crudo o come direbbero gli amanti del genere, splatter. 

Il periodo in cui si svolge la storia è quella della Cuba del Generale e quella post-Generale, con un richiamo non troppo velato a Fidel Castro. Menéndez non dimentica mai di evidenziare la sua critica al sistema politico.
La stessa vittima, Julia, pur lasciandoci imbarazzati dalle descrizioni sulla sua irrefrenabile sessualità, ha una sua morale, che la porta a rifiutare un rapporto:  
dica al Generale che tante grazie, ma io non vado a letto con la storia di questo paese. (Pg 10) 

e a spiegare al figlio il rapporto fra sesso e  realismo socialista:

Vediamo: se hai qualcuno con cui scopare, hai i mezzi per farlo, ma non hai il posto, questa è la commedia. Ora, ascolta bene, se hai la persona, hai il posto, ma non hai i mezzi per farlo, questa è una tragedia. Ma se hai qualcuno con cui scopare, hai il posto, hai i mezzi, ma in questo momento non puoi perché devi ubbidire al Generale, diciamo, oppure partecipare a una riunione del Partito: questo è realismo socialista. Non ti fare mai acchiappare dal realismo socialista. Non te lo dimenticare. (Pag. 21) 
 
L'autore penetra spietatamente nelle più profonde viscere del girone dei dannati che abitano vicino al fiume, fra argilla nerastra, schiuma di zanzare e strani cimiteri.
  
Il quartiere sul Quibú non sembra un posto pericoloso: è un posto pericoloso. Quelli che si azzardano a entrarci lo fanno perché già vi stanno dentro. (Pag 55)

Quelli che vi stanno dentro sono senza scrupoli: hanno doberman mangiatori di uomini, oppure sono delatori, corrotti e... mangiatori di uomini. 

Qui non c'è dunque solo la fame come denuncia sociale descritta da uno dei massimi autori del movimento cubano del realismo sucio, l'autore Pedro Juan Gutiérrez. Menéndez plasma nei deliri onirici del ragazzino la rappresentazione della sessualità della madre ma anche l'ossessione per il Menù Insulare che permetterebbe di vivere in pace in un ambiente idilliaco.

 Aprii e richiusi gli occhi, guardai dentro di me, e allora potei vedere per l'unica volta il Menù Insulare. [...]
Vidi il popoloso mare che circonda l'isola, e dal mare vidi delle reti e dalle reti vidi moltitudini di scampi e gamberetti, li vidi che popolavano lunghe tavole domestiche sotto lo sguardo di volti sorridenti, vidi zuppiere di avocado a scaglie e scaglie e scaglie, (pag 125)
(Image by Ana Juan)
Il sogno dei pantagruelici banchetti è interrotto e la realtà si presenta con la morte del Generale afflitto da una controrivoluzionaria malattia - come annunciato dalla televisione di stato - affrontata con dignità, senza infiacchirsi pur dimagrendo, e anche così ha continuato ad amare il nostro popolo con  maggiore disciplina e qualità. (Pag. 127)


La notizia fa piombare l'isola in un silenzio descritto in modo esemplare:
Non è  possibile calcolare la profondità del silenzio prodotto dalla notizia, come se la terra si fosse svuotata di tutta l'aria. Nessuno suono; né quello dell'asma, né del battito dei cuori; come se si arrestasse il suono stesso della coscienza.

e continua: I giorni passano in questo impasto di silenzio. (Pg. 128), 

(Source: wallpoper.com)
fino a quando fa la sua comparsa il primo luccicante Mc Donald's all'angolo di una strada, il silenzio è rotto da una barzelletta. "Non mummificheranno più il Generale, il suo corpo lo ha comprato un fast-food all'angolo, il socialistmo letteralmente divorato dal capitalismo!".


Qualcuno ha scritto che Menéndez è cantore della Cuba cannibale. 
Se la versione metaforica- cannibalista sia quella di Cuba o quella del capitalismo è risposta difficile, mentre fra in-cubi a Cuba e turb-amenti del testo, il titolo del post è chiaro.

   
 Curiosità e quiz:
questa è la copertina del libro in versione originale, non lasciatevi trarre in inganno dall'immagine stile quadro di Roy Liechtenstein, qualcosa di diverso dalla versione italiana c'è.


 



8 geo-commenti:

  1. Nella versione italiana la donna ha qualcosa in mano. Ma ti stai preparando per un viaggio a Cuba? In tal caso, spero che troverai anche qualche lettura più solare :-)

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  2. Esatto, Silvia, ha un libro e il logo è quello di Fazi editore. Era la prima volta che vedevo una cosa simile. No, non sto preparando un viaggio a Cuba, anche se il Corriere della sera dice che è l'ultima occasione per vedere una Cuba originale, visto,che fra,poco lo compagnie aeree statunitensi organizzeranno migliaia di voli settimanali e tutto cambierà inesorabilmente.

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  3. Questa è cospirazione!
    Prima parli e parli dell'America e dei suoi scrittori
    poi arrivi al Giappone occidentalizzato e capitalista
    infine spari contro Fidel Alejandro Castro Ruz detto Líder Máximo.
    Dovevo immaginare che dietro quella maschera di frequentatrice di assassini doveva esserci una mente diabolica e antisocialista.

    Mannagia cambierà tutto davvero, non è triste vedere che il mondo sta perdendo la personalità e sta diventando un posto dagli usi uniformi dove ci si veste tutti uguali e si mangiano dappertutto le stesse cose?
    Ciao Nela, buonanotte.

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    1. L'omologazione delle città è il brutto prezzo da pagare per il falso welfare capitalistico. Persino Pechino, malgrado il forte imprinting, non sfugge da questa regola. Ai Weiwei infatti della sua città dice:"doesn't really belong to its residents, it is not designed to consider ordinary people's lives, so you'd never consider this your city".
      Non parlo contro il Lider Maximo, semmai è l'autore, come molti suoi figli esuli, ne parla male, anzi ne...farnetica. Io non sono mai stata a Cuba e non mi sento di giudicare, ma sono d'accordo con te, alcune parti del mondo stanno perdendo di personalità. Buona serata.

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    2. Stiamo andando troppo d'accordo
      urge trovare qualche argomento che ci faccia litigare
      altrimenti il web pensa che siamo la stessa persona
      che vuol far vedere che ha parecchi consensi

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    3. Dici che se litighiamo qui, facciamo audience?!

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