Il Baron Hotel, Agatha Christie e Flavia Amabile

(Photo: Joseph Eid/AFP)

Erano circa le 5 di una mattina d'inverno, in Siria. Lungo il marciapiede della stazione d'Aleppo era già formato il treno che gli orari ferroviari internazionali indicavano pomposamente col nome di Taurus Express, e che consisteva in due vetture ordinarie, un vagone-letto e un vagone-ristorante con annesso cucinino.


Questo l'incipit di Assassinio sull'Orient Express di Agatha Christie.
 
(Photo: Joseph Eid/AFP)
 La foto ritrae invece Armen Mazloumian con il suo terrier nero russo,  Sacha 

Esiste un nesso fra i due personaggi: Armen era il proprietario dell'Hotel Baron di Aleppo, fondato nel 1911 in occasione dell'inaugurazione della linea ferroviaria Berlino-Bagdad da suo nonno, Krikor, di origini armene.    

   

(Photo: Joseph Eid/AFP)
 





La giallista per antonomasia fu fra gli ospiti illustri del Baron, oltre a Lawrence d'Arabia, Kemal Ataturk, re Faisal I, il maresciallo Montgomery, De Gaulle, David Rockfeller, Charles Lindbergh e Pasolini.  
Molti sanno della sua camera al Pera Palace di Istanbul, pochi di quella in cui soggiornò in questo hotel, la 203.


Qui la scrittrice venne spesso, accompagnando il consorte, Max Mallowan (seduto alla sua destra), durante le spedizioni archeologiche.

Partiva da Londra fino a Trieste, dove si imbarcava per Beirut proseguendo via terra oppure svolgeva l'intero viaggio in treno, via Istanbul, fino ad Aleppo. 


La scrittrice nutriva per questo paese e i suoi abitanti un enorme affetto.

Proprio all'Hotel Baron soggiornò durante gli scavi a Palmira, descrivendone le comodità in un libro, resoconto delle spedizioni del marito:  
Viaggiare è il mio peccato (Come, tell me how you live).





Come racconta la moglie di Armen, Rubina, la Christie preferiva scrivere in terrazza, con la sua macchina da scrivere portatile Remington. 

Era il 1934 e il romanzo, ovviamente, si sarebbe intitolato Assassinio sull'Orient Express. 





Anche illustri giornalisti hanno scritto di questo albergo
Nel 2005, Paolo Rumiz lo descrisse come un costoso rudere per orfani dell'Orient Express nelle pagine del suo libro La Gerusalemme Perduta. 

Molto è cambiato da allora, quando l'inviato di Repubblica scriveva di Aleppo come sede di una miracolosa polifonia della fede
Oggi, a quella polifonia è subentrata la cacofonia delle granate che hanno danneggiato l'hotel e il drammatico silenzio della voce di Armen, morto agli inizi di gennaio per un attacco cardiaco.

(Photo: AFP)
Eppure, la sua vedova ha recentemente raccontato un giornalista della stessa testata di Rumiz, Alberto Stabile (articolo integrale qui),  il motivo per cui non vuole abbandonare l'hotel: "L'hotel incarna la storia della Siria".


Se l'hotel incarna la storia del paese, c'è una giornalista che incarna la storia dell'hotel: Flavia Amabile o Madame Flavia, come la chiamava Armen.
Perché Armen, ha confidato Flavia a Nela San, parlava correttamente inglese, francese, arabo e armeno.

Sarebbe forse stato più giusto titolare il post  "Il Baron Hotel e Flavia Amabile" perché, senza far torto ad Agatha Christie, la viaggiatrice termina il post senza consigliare i suoi gialli, ma alcune opere di questa cortese giornalista.

Gli articoli sul Baron:
bombe e desolazione al baron hotel
muore il patron dell' albergo che ha ospitato cento anni di storia del Medio Oriente   

il libro da lei scritto con Marco Tosatti: I baroni di Aleppo (2009, pg 208, Editore La Lepre)

ed infine la sua mostra su I Contadini volanti, inaugurata ieri presso la Sorbonne Nouvelle Paris 3.

 




   




10 geo-commenti:

  1. Ma tutti sti personaggi "famosi"
    che cavolo andavano afare a Aleppo?

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    1. Aleppo è città Unesco, era molto diversa dalle altre città del Medio Oriente, di cultura antichissima e fascino. Cosa ci andavano a fare? Pasolini ci andò per girare alcune scene di Medea, per Lawrence e gli altri si trattava di missioni politiche, più o meno segrete.

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    2. Stamattina sono andato in missione segreta fino agli allevamenti di cozze davanti a Gabicce.

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    3. Ah, e la missione come si chiamava in codice? Mytilus piscis?

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  2. Tutti questi posti meravigliosi distrutti dalla guerra, che tristezza infinita.

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    1. Già, non ci sono parole per definire tutte le barbarie di quest'epoca.

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  3. la pensione fa male al blog
    eri più proplifica quando lavoravi
    adesso che hai tempo ci trascuri :)

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    1. All'attento blog-osservatore che ha prontamente notato la mancata pubblicazione del consueto post sabato scorso dirò che è in gestazione. Una gestazione tormentata e dubbiosa, molto dubbiosa.

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