La casa di ringhiera - giallamente pensionati


(Puppenhaus - Züricher Spielzeugmuseum Source Wikimedia)
Che succede quando si diventa pensionati?
A) si rimpiange il lavoro,
B) si va dal medico ad ogni minimo malessere,
C) si comincia a tener dietro ai vicini,
E) si badano nipoti,
F) si controlla giornalmente l'andamento della costruzione del nuovo Lidl,

oppure si fa come Amedeo Consonni che, oltre a prendersi cura del nipotino Enrico, soprannominato Cipolla, coltiva il suo hobby di "collezionare" ritagli di giornali sui delitti accaduti in Italia. 
 Non rientrando in modo categorico in nessuno dei punti elencati sopra, Nela San ha deciso di leggere il primo caso del personaggio, creato dalla penna di Francesco Recami.




Titolo: La casa di ringhiera (2011)
Autore: Francesco Recami
Editore: Sellerio 
Pagg: 224










L'ex-tappezziere Consonni non si limita a collezionare articoli di nera, ma scende in campo e indaga per conto suo quando i crimini accadono in paesi limitrofi alla sua residenza, una casa di ringhiera nella cintura metropolitana di Milano.

 Consonni abitava a Milano nell'appartamento 8 della casa di ringhiera, al numero 16 di una via il cui nome non possiamo ovviamente specificare. 
Tale appartamento aveva delle caratteristiche peculiari e nessuna dall'esterno si sarebbe immaginato un arredamento del genere, visto l'aspetto abbastanza délabré, per non dire malmesso, delle ringhiere. L'appartamento 8 era una vera e propria bomboniera e si sarebbe detto che era arredato con gusto tipicamente femmile, se non si fosse saputo che Consonni per una vita aveva fatto il tappezziere, e che la maggior parte degli oggetti di arredamente erano sua realizzazioni personali. (Pag. 11)

 
(Milano, case di ringhiera - Photo Gianni Berengo Gardin)
Giallo dunque che ruota intorno a fatti esterni alla casa di ringhiera, abitato da figure tipiche dell'italianità contemporanea che sono e saranno protagoniste o co-protagoniste nei successivi gialli della serie, ormai siamo al sesto, tutti editi da Sellerio.
 
Romanzo corale, ironico e lieve in cui si vedono scorrere le vite fuori e dentro le loro singole case. Un po' come quella delle bambole in apertura, in cui ci si potrebbe sedere lì davanti e mettersi a curiosare quà e là. 
E sarà forse per la struttura stessa di questo microcosmo che si potrebbe trarre una versione teatrale dei gialli di Recami,  una specie di commedia degli equivoci, forse più interessante degli stessi casi del Consonni. 

Se i vecchietti del BarLume di Malvaldi sono diventati una serie televisiva, il pensionato Consonni e gli abitanti della casa di ringhiera ben reggerebbero il teatro di prosa. 

Aristofane, prima o poi, doveva avere un suo alter-ego a Milano.  

 


8 geo-commenti:

  1. me lo segno! :-)
    ( bei dialoghi, quindi? )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gradevole, anche se non si può dire sia un giallo coinvolgente nel senso del vero intreccio giallesco (passami il temine).
      Buona domenica, gemellina!

      Elimina
  2. O.T.
    Ma te che stai a 42 chilometri,
    sei andata a vedere la mostra di Piero della Francesca a Forlì?
    Se fossi andata, mi fai due righe e mi dici che ne pensi?
    volevo andarci con mia moglie per pasqua.
    Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono andata a vedere la precedente di McCurry, allestita sempre lì. Forse perché molto, tanto, troppo ricca di foto ne ha patito un po' l'allestimento. Per questa credo non commetteranno lo stesso errore. Se vai, prenota su internet per evitare code, poi puoi andare in centro a piedi e pranzare a Eataly oppure in una delle osterie Slowfood, scegliendo il lato finanziario-spettacolare (fatto di quache ombra) di Farinetti oppure quello più tradizionale di chi segue Carlo Petrini.

      Elimina
    2. Io sto con Slowfood,
      Quell'altro mi pare un saltimbanco delle reti TV
      a me (mi) piace il profilo basso.
      La piazza di Forlì è bellissima, dovremmo rivalutare l'architettura del ventennio, non lo facciamo semplicemente perché abbiamo paura dei risvolti politici.

      Elimina
    3. In tal caso vai al Don Abbondio - Osteria Slowfood non molto distante dal Museo - p.zza Guido da Montefeltro, 16 Tel. 0543 25460 (consigliabile prenotare). Bye

      Elimina
  3. Ah, che belle le case di ringhiera! Hanno tutti gli ingredienti per una "finestra sul cortile" all'italiana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, mi hanno sempre dato l'idea che potessero permettere un migliore contatto coi vicini.

      Elimina

 

Geo-lettori im-pazienti

Geografando in fb

Geo-MEMO

I testi pubblicati in questo sito sono di proprietà esclusiva del mio blog" gialli-e-geografie " e tutelati dalla legge sul diritto d'autore n.633/41 e successive modifiche.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità, Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge nr. 62 del 7/03/2001. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti inseriti nei post, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Le immagini ed i video presenti nel blog provengono dal web e quindi valutate di dominio pubblico.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione o per qualsiasi violazione di copyright, non avranno che da segnalarlo e l'autore provvederà alla rimozione immediata.