Il collare della colomba - il senso di Raja Alem per La Mecca

(La Mecca - Pellegrinaggio 2012 - autore sconosciuto)


Raja Alem è scrittrice dell'Arabia Saudita, nata a La Mecca nel 1970. Con il suo romanzo, Il collare della colomba, è stata la prima donna a vincere nel 2011 l'International Prize for Arabic Fiction.

(Raja Alem by W. Ewald 1997)
Per molti aspetti il libro richiama il poderoso Giochi Sacri di Vikram Chandra, con le sue tante storie incrociate per 1180 pagine nella Mumbai con più di venti milioni di popolazione, mentre queste 590 pagine si dipanano a La Mecca, che di abitanti ne ha solo un decimo; ma chi può dire quanti diventino realmente nel periodo dell'hajj (pellegrinaggio)? 

Frettolosamente descritto come il primo giallo arabo, ci si accorge subito che la comparsa nel Vicolo delle Teste di un cadavere sfigurato fin dalle prime pagine e, contemporaneamente, la scomparsa dallo stesso luogo di due ragazze, Azza, (figlia ribelle dello sheikh Muzàhim),  e Aisha, (sposa ripudiata e maestra amante dei libri), non è sufficiente a definirlo tale, come lo anticipa lo stesso Vicolo che parla in prima persona. 

Ho già detto che questa storia comincia con un cadavere. Ma poiché la storia è mia, ho deciso di ignorare per un momento il cadavere; qui non ci occuperemo tanto dei morti, ma inseguiremo piuttosto i vivi ad Aburrùs, il Vicolo delle Teste. (pag 17)
  
Riprendendo nel titolo quello del trattato sull'amore e la coabitazione delle tre religioni monoteiste del filosofo medievale Ibn Hazm, Raja Alem mischia generi letterari, piani narrativi, oltrepassa limiti fra passato, presente e futuro, fra il possibile e l'impossibile, tra la vita e la morte. Romanzo epopea degli abitanti delle viscere melmose del Vicolo e sorta de I Miserabili del Medio Oriente, con personaggi come lo Svuotafogne, la Lavacadaveri, sheikh e imam, ma ambientato ai giorni nostri sullo sfondo della Mecca e della sua trasformazione immobiliaria e spregiudicata.

Titolo: Il collare della colomba (2014)
Originale: Tawq al-hamàn (2010)
Autore: Raja Alem
Traduttore: Maria Avino
Editore: Marsilio
Pagine: 580


Non è dunque un caso che l'editore italiano, Marsilio, non lo abbia pubblicato nella sua collana gialla, Le farfalle. 
Come in tutti i paesi dittatoriali o pseudo-tali, si è mai visto pubblicare un giallo alla luce del sole, perdipiù in Arabia Saudita e scritto da una donna? Ha vinto un premio, certo, ma consegnato ad Abu Dhabi, l'editore del libro in lingua originale è di Beirut e la scrittrice, abilmente, non dice nelle interviste europee se anche questo è fra le sue opere che, solo recentemente, sono distribuite nel suo paese natale.

 Ero perseguitato dai suoi fratelli (di Aisha Ndr), che usava come messi, e che mi battevano sul tempo arrivando sempre prima di me e soffiandomi sotto il naso i libri che cercavo. Ovunque io frugassi, nelle librerie di Bab Salàm, trovavo quei ragazzi ignari a caccia di libri per conto della sorella: liste infinite di titoli [...]
La perdita più grave che subii per colpa di Aish fu Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust. Non ho mai capito come sia riuscita a mettere le mani sull'unica copia in circolazione alla Mecca. So solo che ci riuscì! (Pag 235)
Tornando alla trama: qualcuno incaricato delle indagini c'è: l'ispettore Nasser. Ma le piste che la nostra mente occidentale lo indurrebbero a smascherare l'assassino o perlomeno a capire chi è la vittima non vengono usate; per tutto il libro l'ispettore legge il diario di Yusuf, ragazzo innamorato di Azza, mentre lui stesso spasima leggendo le mail di Aisha: un inetto? Così è definito a pag. 383. Così è, se vi pare...

Nela San avrebbe potuto abbandonarne la lettura, come per Giochi Sacri, che Hindustani Times decretò non scritto per lettori stranieri, qui l'attingere a religione islamica, miti, riletture di pergamene poteva significare: scritto solo per islamisti e musulmani. Ma in questo caso, c'è un ma, un grosso ma.

(Source: ram.abpi)


Il mistero è leggere pian piano lo svelarsi di quella Mecca adagiata su 7 colli (come Roma) ormai sventrati per far posto a giganteschi edifici e dove ai non credenti (dice il Corano), ai kaffir, i non musulmani (dicono loro), è fatto divieto di entraresalvo poche sparute eccezioni come quelle di occidentali citati nel libro.
(Source: Roukaya)
Nei sogni, il dna di Muadh si mescolava al dna di quanti si erano introdotti alla Mecca e l'avevano fotografata: Snouck Hurgronje che nel 1889, sotto la falsa identità di Abd al-Ghaffàr, aveva immortalato i riti del pellegrinaggio alla Mecca; [...]; e T.E. Lawrence che vi era stato nel 1916; e John Philby che nel primo quarto del ventesimo secolo aveva immortalato i pellegrini sbarcati a Gedda; (Pag 281)






Il mistero è la scrittrice, considerata magistrale, erudita, arguta e in certo senso anche pericolosa. Abile diplomatica, aggiungeremo noi, donna che insieme alla sorella e artista Shadia è stata chiamata ad allestire il primo padiglione dell'Arabia Saudita alla Biennale di Venezia del 2011, malgrado non sia tenera con la condizione della donna nel suo paese.  

...quando otteniamo il permesso di uscire dobbiamo coprire il viso con un velo nero, una specie di copricapo magico che ci trasformi in non esseri, perché il mondo maschile non si accorga di noi. Siamo state addestrate a essere cieche sulla virilità. (Pag 56)

(Shadia e Raja - By G. Squadriti)
 
(Photo G. Vimercati)

Vive fra Jeddah e Parigi, ma i giornali arabi in lingua inglese dicono risieda solo nella capitale francese.

In ogni caso:

abile diplomatica, (Salman Ruschdie docet?), giallo o non giallo, il colpo di scena finale c'è e, malgrado la religione invada il romanzo appesantendone la trama, Nela San teminandolo ne ha sentito un po' la nostalgia

Dedicato a Raja da Nela San, a cui non concessero il visto d'entrata per motivi di lavoro in Arabia Saudita.




PS filmato non ottimale, ma una persona capirà perché l'ho aggiunto.


8 geo-commenti:

  1. Interessante. Anche per il paragone con Giochi Sacri, che è uno dei miei libri preferiti. Non appena sono un po' più libera ti scrivo e ci vediamo, spero!

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    1. Ok aspetto tue notizie, intanto ti auguro buon fine settimana!

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  2. Interessantissimo! Per l'ambientazione, l'autrice, la novità... comunque i tuoi ritmi di lettura sono davvero notevoli!

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    1. Aldilà di quelli che leggo ambientati in paesi che ho visitato (o che non ho potuto visitare, come in questo caso), il ritmo di lettura, beh si, da un mese a questa parte è migliorato :-)

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    2. E chissà perché sarà migliorato il ritmo di lettura!?! Quando lo dico che lavorare uccide! A parte gli scherzi, nonostante il bel post e la suspense vissuta con la Papera, il libro non mi intriga.

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    3. Beh, Baba, l'avevo scritto che era una sfida e il motivo della sfida sta tutto nella dedica a fine post: capire un po' del paese di cui non mi fu concesso il visto.

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  3. Buongiorno,
    Quando leggi un libro (giallo) dai più importanza allo svolgimento del''inchiesta e alla storia oppure è più importante la parte letteraria?

    Mi pare di capire che la signora Raja lavori anche per uno studio pubblicitario o magari sia solo una comparsa occasionale ma nel contempo dici che non è tenera con le donne; è perchè non si evolvono come lei?

    Certo che se invece di esportare democrazia avessimo fatto export-import di scrittori i risultati sarebbero tati migliori.

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    1. Il giallo deve essere tutti questi ingredienti, dosati bene. Nel caso di questo libro, che comunque non si può definire giallo, anche l'inettitudine dell'ispettore aveva ragione di essere. Quanto alla tua domanda, beh, la situazione femminile in questo paese è estremamente complicata: se un ministro del governo di quel paese viene minacciato di morte perché sarebbe favorevole che sua moglie guidi l'auto, ti può già dare l'idea di come questa sia solo la punta di un iceberg inquietante.

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