BOLOGNA TREKKING SECONDA (PRENDI)PARTE

(Photo Nela San)

A sette giorni dal trekking urbano a Bologna (qui), nel giorno dell'anniversario della nascita di Giorgio Celli (post Memo qui), Nela San scrive su luoghi nascosti e sorprese che il capoluogo emiliano romagnolo ha riservato. In stile gialli-e-geografie ecco un piccolo Dizionario Viatorio.

(Photo Nela San)
 T=Torri
 Se San Gimignano è famosa per le sue torri (sedici rimaste), Bologna non è da meno: oltre a Garisenda e Asinelli, ne conta una ventina, più difficili da scorgere, incastonate come sono nel tessuto urbano odierno. 
Una di queste si trova proprio nella Piazzetta della foto d'apertura a cui dà il nome: la famiglia dei Prendiparte era una famiglia nobile guelfa (XIIsec).
Per le curiose vicissitudini della loro Torre (nella foto) leggere su wikipedia.  
Citiamo qui solo un episodio fra i tanti: il suo  spigolo a nord-est, probabilmente colpito da un fulmine, fu risistemato nel 1988 con un intervento di ripristino della muratura mancante  ad opera di una squadra di muratori/alpinisti che hanno lavorato appesi alla torre. 
Nel 1751 fu convertita in carcere della curia, mentre oggi, come bed&breakfast, è una delle poche torri in cui è possibile accedere.


Della sua terrazza panoramica al 12esimo piano, con vista mozzafiato sulla città (foto sopra) ne hanno scritto il New York Times e il Guardian, lo Stern e Der Spiegel.
 
Differente il destino attuale della Torre de' Galluzzi, annesso al Mondadori Multicenter di Via d'Azeglio. Quale delle due abbia avuto miglior fortuna è giudizio sospeso.



Altra storia è quella della Torre perduta e ritrovata. 

Nella traversa della centrale Via Indipendenza, Via Manzoni è quella in cui qualcuno avrà forse fatto la fila per entrare a vedere mostre di grande richiamo a Palazzo Fava. 
Adiacente ad esso se ne trova un altro: il  complesso  Ghisilardi-Fava, inizialmente proprietà della famiglia Ghisilardi, poi passato alla famiglia Fava nell'Ottocento . 
Il mistero che per secoli portò a pensare che questa torre fosse  scomparsa, si può svelare ripercorrendo la storia di quest'area. 
Nel XV sec qui vi erano le case della famiglia Conoscenti. Quando il Comune concesse la zona in godimento totale di usufrutto perpetuo ai Ghisilardi, la Torre dei Conoscenti venne a trovarsi sul confine dell'area di pertinenza dei Ghislardi, che la inglobarono nel nuovo edificio come   abitazione. Fu proprio nella torre che era stata
ricavata la camera da letto dell'erede, Bartolomeo Ghisilardi, che qui vi morì per lo spavento causatogli dall'avvertire una scossa di terremoto.  

Fu nell'Ottocento che la Torre "scomparve", vittima del restyling dei nuovi abitanti del palazzo che, innalzandolo di un paio di piani, coprirono completamente la porzione di torre che ancora si elevava sopra i tetti dell'edificio, intonacandola e tinteggiandola. 
Così rimase, celata dentro il nuovo stabile per lunghi anni, persino durante i lavori del complesso tra il 1923-25, per adibirlo a Casa del Fascio.
Fu solo  durante il restauro del 1975, per allestirne il Museo Civico, che, abbattendo i due piani aggiunti all'ala ovest del complesso, la Torre si rivelò,  svettando nuovamente al di sopra del tetto del palazzo (foto da Wikipedia).

Per le altre e le loro curiose storie, rimandiamo a un nuovo post.




Abbandonando le storie delle Torri, la viaggiatrice chiude con un palazzo curioso.
 
PB=Palazzo Bocchi
...Michelucci si recò in via Goito, all'indirizzo che gli era stato prontamente segnalato. 
Sostò con stupore davanti a uno strano edificio.
A prima vista sembrava una sinagoga, ma subito dopo delle curiose finestre a forma di mandala tibetano facevano svanire questa impressione. (Il gatto del Rettore Pg 52)  
E' stato il libro di Celli a portare Nela San a scoprire lo strano edificio.  Fatto costuire tra il 1545 e il 1565 da Achille Bocchi, umanista in latino e greco, con nozioni di ebraico, il palazzo nell'attuale via Goito n.16 (antica Via Monari) ospitava anche l’Accademia Hermathena, da lui fondata. 
 Aldisopra dello zoccolo a scarpa rivestito di blocchi di arenaria, vi fece apporre due fregi. Il primo invocatorio, in caratteri ebraici del versetto del salmo 120, 2. (119,2. del Salterio):
“Signore libera la mia vita dal labbro menzognero,  dalla  lingua ingannatrice”


(Photo Nela San)
L’altro accanto, esortatorio, con una parte della prima Epistola di Orazio in latino: "Sarai re, dicono, se agirai rettamente".  
Questa iscrizione in ebraico su un edificio monumentale è esempio unico in Italia e in Europa. 

(Photo Nela San)
Con ancora lo stupore sui suoi passi, il viaggio di Nela San continuerà...

2 geo-commenti:

  1. Uffa Nela!! Ma ti sembra giusto che oggi ci sia una temperatura da scarpinata per torri al contrario di sabato scorso??
    Complimenti per l’attività di studio fatta in questi giorni (tra un po’ sarai più preparata dell’amica C.). Ho già aggiunto Posti in piedi tra i libri da acquistare. Temo che bisognerà inserire nella lista anche il signor Celli.

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    Risposte
    1. Hai ragione, oggi è quasi temperatura primaverile, ma non ho sentito la calura durante il nostro trekking, quello che mi ha messo KO sono stati i 41 gradi nel treno del ritorno.
      Arduo superare l'amica C.: come hai avuto modo di notare, la sua conoscenza di BO è a 360 gradi, gossip letterari compresi. Buona domenica!

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