La Basilicata di Maltempo

(Emigrazione - Satriano di Lucania)

Ci sono gialli, ahimè, che letti dopo qualche anno dalla pubblicazione fanno dire che: "...col senno di poi, nemo profeta in patria, e poi sì, si fa presto a dire...".

Quello di Mariolina Venezia, Maltempo (Einaudi, 2013, pp.256), è uno di questi. 
Sia che si pensi a una Fontamara dei tempi nostri o, senza scomodare Silone, a un più semplice realismo lucano,  leggiamo di qualcosa che disturba: petrolizzazione e prostituzione di un territorio.

Disse che anche lui era laureato, in economia. Col massimo dei voti. Che lavorava in nero da due anni, per uno stipendio da fame. Che era costretto a fare straordinari non pagati. Disse che il petrolio estratto in Basilicata ricopriva l'ottanta per cento della produzione nazionale. Che le royalties del sette per cento sul greggio erano le più basse del mondo. I giacimenti, i più grandi d'Europa. L'occupazione creata nel territorio quasi inesistente. La Basilicata restava la regione più povera d'Italia, mentre ogni giorno dal suo sottosuolo si tiravano fuori barili per milioni di euro. Fra le attività generate dall'indotto, una delle più fiorenti era la prostituzione. Perché lì si arrivava, si prendeva e si lasciavano i resti. (pg 162) 
(Val d'Agri)
Parole stridenti, sorte all'onore della cronaca nazionale questa primavera con le dimissioni di un ministro e tutto quel parlare di Basilicata e petrolio.

 I genitori di Donata abitavano accanto al castello, un tempo dimora di caccia dei duchi Revettera di Salandra, in una di quelle case che una giunta particolarmente illuminata aveva avuto l'idea di ristrutturare convertendole in abitazioni popolari, in modo da tenere in vita Garaguso vecchia, che se no, come succedeva a Grottole, a Miglionico, a San Mauro Forte, insomma a quasi tutti i paesini dei dintorni, si sarebbe svuotata iniziando lentamente a cadere in rovina. (Pag. 50)


Della regione e dei suoi contrasti, dei piccoli paesi che scompaiono perché i giovani vanno a Roma a cercare fortuna, di Roma politica che trama e manovra, di tutto questo l'autrice ne aveva già scritto tre anni prima.

Con acuta lungimiranza la postilla in quarta pagina prevede tutto.

Come in tutte le storie che si rispettano, ogni riferimento alla realtà, in questo libro, è casuale; meglio non meravigliarsi se fatti, luoghi o edifici dovessero risultare un po' spostati nel tempo e nello spazio. D'altronde, come amava dire Fellini citando Pessoa, nulla si sa, tutto si immagina...

Col senno di poi, dunque, leggendo ora il romanzo sulla scomparsa di una giovane ventenne piena di speranze per lei e il suo paese, viene da pensare che la ragazza sia la Basilicata stessa e sempre col senno di quel poi-spazio temporale di tre anni, risulta facile dire che: "...certo, appunto, è proprio così!".
Ma lei, Mariolina Venezia, che ama la sua terra al punto da organizzare un Festival (Raccontamatera), invitando sei scrittori a descriverla, lei già ne aveva scritto.

La trama di Maltempo è intrisa di lirismo struggente a volte amaro e di amore per questo territorio,

Man mano che saliva, i profili delle coste emergevano in mezzo alla foschia, allineandosi come quinte di teatro che si aprivano una sull'altra a perdita d'occhio, svelando qua la linea armoniosa di un colle, qua l'abitato di Grottole, tutto rannicchiato attorno alla chiesa caduta, là uno schieramento di pale eoliche irte sui crinali, un po' preistoriche un po' fantascientifiche, tutte ferme perché ancora non si decidevano a farle funzionare. (Pg 102)

così come dello sguardo disincantato di Imma Tataranni, Sostituto Procuratore di Matera già conosciuto nel precedente Come piante fra i sassi. Una che, secondo l'antagonista di turno, è un concentrato di ostinazione e cellulite stipati in una gonna tigrata o in una camicia zebrata e da seduta dondola le gambe sotto il tavolo perché malgrado i tacchi non tocca terra, ma anche una che non si ferma dinanzi a niente. Se c'era da scalare l'Everest coi tacchi, era pronta a incamminarsi (pg 244), come Mariolina Venezia fa dire al suo personaggio. 
 
(Mariolina Venezia, intervista a Teleradio Matera 24h per il Festival 2015)
 

E noi qui a fare il tifo per Mariolina e per Imma, perché le loro indagini ci piacciono e la strada per l'Everest è lunga, ma qualcosa potrebbe cambiare. 

Questione di tempo? E' già, appunto, proprio così. D'altronde si sa: dopo il maltempo può arrivare una bufera.  



6 geo-commenti:

  1. Grazie per questo post! La Basilicata dimenticata da tutti di una volta forse è preferibile a quella di oggi. Mariolina, come molti lucani, mostra un grande attaccamento alla sua terra d'origine. La speranza è che l'amore per il territorio sopravanzi l'illusione di un ipotetico benessere derivante dallo sfruttamento delle risorse.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I gialli di Mariolina Venezia sono sempre gradevoli, c'è ironia, realismo, lirismo, tutto sempre ben dosato. Ora mi è venuta voglia anche di,leggere il suo non giallo con cui ha vinto ilCampiello

      Elimina
    2. E' molto bello, in particolare la I parte:-)

      Elimina
    3. Vedo di cercarlo in biblioteca allora. Buona serata, gemellina!

      Elimina
  2. Io di Mariolina Venezia ho letto, per l'appunto, solo Mille anni che sto qui. Lo lessi quando uscì, quindi, come sai, non ne ho un ricordo chiaro. Ma ricordo che mi piacque moltissimo.
    Bel post!Mi hai fatto venir voglia di cercare altri libri di quest'autrice lucana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando si dice la coincidenza! Più o meno mentre tu scrivevi questo commento, io ero in biblioteca a prenderlo in prestito, seguendo il consiglio di Giacynta prima e il tuo adesso.
      :-)

      Elimina

 

Geo-lettori im-pazienti

Geografando in fb

Geo-MEMO

I testi pubblicati in questo sito sono di proprietà esclusiva del mio blog" gialli-e-geografie " e tutelati dalla legge sul diritto d'autore n.633/41 e successive modifiche.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità, Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge nr. 62 del 7/03/2001. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti inseriti nei post, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Le immagini ed i video presenti nel blog provengono dal web e quindi valutate di dominio pubblico.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione o per qualsiasi violazione di copyright, non avranno che da segnalarlo e l'autore provvederà alla rimozione immediata.