Parigi: dove le librerie volatili non si ... volatilizzano (e Mona Lisa-it sorride felice)


Secondo uno rapporto francese dello scorso anno, anche Parigi non è immune dal calo delle librerie, diminute del 9.9% fra il 2011 e il 2014. Tuttavia, questo loro volatilizzarsi non tocca fortunatamente - e per un ironico gioco di parole -  quelle dai nomi abbastanza bizzarri che hanno a che fare con volatili.

Le Merle moqueur 

Aperta dal 1999 in un vecchio garage riconvertito è considerata una delle più belle librerie della zona Est di Parigi.


La struttura a soffitto aggiunta in fase di ampliamento ne richiama il nome: Il Merlo canzonatore.


















 

Il suo fondatore e coproprietario, Yannick Burtin, spiega la scelta del nome col rimando al testo della canzone Temps des Cerises di Clément, autore molto noto nel quartiere. 

« Quand nous en serons
au temps des cerises,
Et gai rossignol,
et merle moqueur
Seront tous en fête. »


Ma non solo, si cercava un nome che non ricordasse subito il libro ma suggerisse piuttosto uno stato di spirito libero e aperto sull'esterno. 
Così lo spunto dalla canzone, di cui la libreria vuol essere eredità dello spirito del governo rivoluzionario de La Comune di Parigi (1792) nonché emblema del piccolo popolo parigino: difficilmente ingannabile e  frondeur (dal movimento di opposizione de La Fronda parigina del 1648).  


Per Burtin il suo è il mestiere di libraio "in resistenza", citando Alberto Manguel nella postfazione del romanzo Resistance di Barry Lopez. Resistenza anche contro le grandi librerie come la BHV di Rosny-sous-Bois e quelle della Grande Distribuzione, in cui comunque ha lavorato in passato per conoscerne le dinamiche. 
Fu quando decise di mettersi in proprio che s'imbatté nell'annuncio di vendita dell'immobile e parlando con gli anziani della zona venne a sapere che nel Dopoguerra lì vi erano molte librerie che col passar del tempo avevano chiuso.

La presenza della libreria è riflesso dell'evoluzione di un quartiere a metà strada fra esprit de village e luoghi branché, nel ventesimo arrondissement, dove bibliotecari, artisti e intellettuali coabitano in ambienti popolari. Le sue insolite vetrine, gli eventi con letture per l'infanzia, le mostre dedicate a vari artisti la rendono facente funzione di una biblioteca municipale di quartiere, seppure a pagamento.

Le Merle moqueur
51 rue de Bagnolet - 75020  Paris

Con l'idea di voler fondare una sua rete di librerie, Burtin si è staccato dal Gruppo Librest per ...volare da solo. Prescelto per gestire la libreria del Centro Culturale 104, la seconda sede del Merlo vi ha aperto nel marzo 2009 





Le Merle Moqueur - Librairie du 104 è considerata le carrefour où tous les publics du 104 se retrouvent  e, in quanto tale, la sua struttura in legno a gradoni, pare una piccola agorà per assistere agli eventi.


Situata nel diciannovesimo, prende il nome dal suo numero civico. 
In precedenza sede delle pompe funebri municipali, si può ben dire che ora abbia una destinazione più vivace, ospitando la creatività contemporanea in tutte le sue forme artistiche.



Le Merle Moqueur - Librairie du 104
104 rue d'Aubervilliers / 5 rue Curial - 75019  Paris





Burtin non si è fermato, nel novembre 2010 ha riconsiderato la Grande Distribuzione, aprendo un nuovo Merlo al 5° piano del grande magazzino le Printemps (fra ventesimo e  dodicesimo arrondissement).




Le Merle Moqueur - Librairie du Printemps Nation  
21 cours de Vincennes -75020  Paris

A settembre 2013, tentò l'acquisto dei punti vendita in liquidazione delle librerie Mona Lisait (se ne parlò qui), tuttavia non fu trovato l'accordo. 
 Al sorriso perso di Mona Lisa (titolo di un post su un blog legato a Le Monde qui), si sostituì un nuovo felice volatile per uno dei suoi punti vendita, quello in rue Saint Martin, ribattezzato Le Gai Rossignol.
 
I proprietari, Yannick Burtin e Guillaume Leroux, codirigenti di Le Merle moqueur e Louis Voelckel, ex-direttore generale aggiunto dell'insegna scomparsa, scelsero il nome richiamandosi questa volta al romanzo Le Illusioni perdute di Balzac:  
« Plus tard, Lucien appris que ce sobriquet de rossignol était donné par les libraires aux ouvrages qui restent perchés sur les casiers dans les profondes solitudes de leurs magasins. »

In fondo, come accadeva sotto l'insegna Mona Lisait, la filosofia della libreria è quella di vendere qui libri nuovi fuori catalogo a cui viene data una nuova possibilità sugli scaffali a prezzi ridotti, anziché essere ritornati ai depositi.

L'usignolo dunque gorgheggia felice,
  

Mona Lisa-Lisait dipinta su una parete del suo vecchio-nuovo negozio ha riacquistato il sorriso

(Foto Sâmar Razzakr)

 e tutti vissero felici e contenti.

Le Gai Rossignol
9 rue Saint Martin - 75004  Paris

 

4 geo-commenti:

  1. il 104 è uno spazio molto vitale e sempre pieno di gente, posto ideale per una buona libreria https://varie-ed-eventuali-blog.blogspot.it/2013/06/parigi-104-centquatre.html. Peccato per le librerie Mona Lisait, è un dispiacere veder scomparire anche loro

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    1. Vero che ne avevi parlato del 104, e come sempre in modo molto dettagliato. Ho pure scoperto che vi avevo lasciato un commento. La mia memoria perde dei colpi.

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  2. Insomma, il nostro è uscito da un gigante per crearne un altro
    e non perchè "piccolo è bello".
    In ogni caso, qualunque sia il motivo per cui è uscito
    vndere libri per sè è meglio che vendere libri per conto di un altro.

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    1. Ragionamento che non fa una piega, anzi, per dirla alla francese: non fa un pliissè!

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