Shakespeare & Company & Leseratte & Copyright


(Banchetto esterno libreria - Photo amica C.)

Le peregrinazioni estive portano l'amica C. a fare vacanze culturali che a volte includono librerie e biblioteche. 
Cinque anni fa, al rientro da San Pietroburgo, fornì a Nela San alcune foto della Dom Knigi (post qui).
Oggi, con mezzi più evoluti (smartphone), le ha inviato in tempo reale la foto d'apertura, ben conoscendo la Lusitanitudine della viaggiatrice.

Titolo del libro a parte, equivocatamente negativo (pensandolo in un primo momento frutto di un nostalgico seguace di Haider), l'amica C. ha dato un nuovo contributo al blog, su una curiosa libreria viennese.

No, non si tratta di libreria in cui si ballano valzer o siano offerti Mozartkugeln. 
(Esterno libreria - Photo amica C.)
 La libreira in questione si chiama Shakespeare & Company Booksellers, proprio come la più famosa di Parigi.

Tuttavia, come spesso accade per i paesi piccoli, i proprietari di quella viennese tengono a sottolineare con fierezza la loro completa indipendenza dall'omonima e più blasonata sede parigina, giustificando il nome comune con uno dei principi  del copyright, il diritto collettivo alla fruizione, ovvero: non siamo affiliati ma pensiamo dovrebbe esserci una filosofia e un riferimento condivisi a Sylvia Beach e alla libreria da lei gestita fra il 1919 e il 1941 (qui in foto).




A Vienna, la Shakespeare & Company fu aperta nel 1981 in una delle sue zone più vecchie, il Ruprechtsviertel, in prossimità del Hoher Markt, da Frau Elisabeth Zobel, sua prima proprietaria. Successivamente, nel 2005, venne rilevata da uno dei commessi, Herr Perlaki, coadiuvato da Sheila, sua sorella.

Nelle sale dai pavimenti di legno scricchiolanti non sono solo accatastati libri di ogni genere e tematica in lingua tedesca e inglese, ma, come la definisce il proprietario, questo luogo è tante cose insieme: negozio e sala lettura, casa per libri, scrittori e Leseratte, santuario per informazione, educazione e vecchie e nuove idee.


Non solo: l'anima verde e umweltfreundlich dei Viennesi, fà sì che l'immagine stereotipata del negozio debba essere quella immortalata con la quasi obbligatoria bicicletta a fianco dell'entrata. 




Shakespeare & Company
1., Sterngasse 2
Ruprechtsviertel - Wien
 
NOTA 1: L'ultima foto non è fra quelle scattate dall'amica C. Pertanto non sappiamo se la Fahrrad era davanti al negozio. Visto gli occhi spiritati di William nell'insegna verrebbe il dubbio che fosse stata rubata. No?! Ah, dite che in Austria questo non accade. 

NOTA 2: i Leseratte sono i divoratori di libri. Per chi mastica tedesco, la parte finale della parola riporta ai topi. Si vorrebbe tanto capire perché gli amanti dei libri sono associati a topi o a tarli/tignole (bookworm inglese) e non a qualche animale più gradevole.

NOTA 3: la Xenophobe's guide è una collana, dove un giornalista straniero (di solito inglese) vi svela i comportamenti di un popolo. 
Assaggio di quello sul Portogallo:
For a Portuguese, being away from home is akin to a disability, one that attaches itself to the soul like glue. When he, as a grown up man in his 50s returns (and return he must) 'back home' every Sunday for lunch, he will still be regarded by his village elders as the 'poor little one who moved away'. 

2 geo-commenti:

  1. Anche a New York anni fa ho visto una shakespeare&co. Devo anche averla fotografata

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    1. Grazie della segnalazione, Dede. Se ne hai parlato nel tuo blog, mandami il link, così modifico il mio post e aggiungo anche il rimando al tuo.

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