Jean-Luc Bannalec (non) esiste ma ha un ...amico geniale


(Photo: Michael Schick)

Chi ha visto il film Dio esiste e vive a Bruxelles, penserà che la foto ritragga il suo attore protagonista, a Francoforte.  Niente di tutto ciò, la persona ritratta non è Benoît Poelvoorde, bensì Jörg Bong, direttore del gruppo della casa editrice tedesca S. Fischer Verlag.

Cosa accade se un direttore di una casa editrice decide sotto mentite spoglie di scrivere un giallo e riscuote successo? Più o meno accade quello che questo mese sta tenendo banco sulle pagine culturali e sui social italiani circa la vera identità di Elena Ferrante.   


Era il 2012, quando uscì Bretonische Verhältnisse, poliziesco ambientato in Bretagna. Autore: Jean-Luc Bannalec. Dopo pochi mesi il giallo era già era nei primi posti della classifica di Der Spiegel. 

Bretonische Verhältnisse, oltre a vendere un milione di copie, aprì la serie del Commissario Dupin, che vide in successione:
Bretonische Brandung, Bretonisches Gold, Bretonische Flut e, finora ultimo, Bretonischer Stolz.

Vista la positiva accoglienza dei lettori si decise anche di farne una riduzione televisiva sulla rete tedesca ARD.
  


Fin qui tutto normale, se non che, dopo qualche mese dall'uscita del primo romanzo, Richard Kämmerlings, giornalista e critico letterario del quotidiano tedesco Die Welt, identificò Bong come colui che si celava dietro lo pseudonimo di Jean-Luc Bannalec.
 
Kämmerlings, dunque si può definire precursore dell'altro giornalista geniale,  Claudio Gatti del Sole 24 Ore, che ha rivelato la vera identità di Elena FerranteParallelismi a parte, che non ci interessano poi molto, quel che può incuriosire, invece, in stile gialli-e-geografie, è l'ennesimo connubio poliziesco-turismo.

(photo Ronan Meur)

Il commissario Dupin vive a Concarneau - la maestosa "città blu", come viene presentata in apertura del suo primo romanzo, Natura morta in riva al mare.

Vestito di tutto punto, Dupin uscì con il suo caffè sul balconcino che dava sul mare, come quasi tutte le stanze dell'appartamento che la città gli aveva messo a disposizione, in una delle case più belle di Concarneau: di fine Ottocento, non una reggia, ma molto signorile, pitturata di un bianco luminoso. Guardava direttamente sulla Roccia di Flaubert, come la chiamavano i concarnesi. Si diceva che Flaubert stesse sempre seduto lì quando era a Concarneau. (pg 93)

Dupin non mangia arancini, da bravo francese mangia entrecôte, l'autentico piatto nazionale francese: Dupin trovava che potessero a ragione andarne fieri (pg 90).  

Umorale come Montalbano, scontroso come Maigret e non immune dal fascino femminile come Brunetti. Basta attingere da altri colleghi commissari per farne un buon personaggio e, soprattutto, un giallo riuscito? 

Onestamente, la recensione del libro, letto in italiano, si potrebbe ascrivere a quei gialli-Lonely Planet, che conducono per mano in luoghi belli e suggeriscono gustosi piatti locali. Non a caso, il successo della serie, attira molti tedeschi nei luoghi descritti (Concarneau, Pont-Aven, Kerdruc): chi alla ricerca dei luoghi di Gauguin, chi dell'aura bretone o chi per il Festival des Filets Bleus.

Ma si ferma lì. 
Non solo: il titolo italiano, scelta poco felice, fa già presumere il movente dietro all'omicidio, prima ancora che lo intuisca Dupin. 


Titolo: Natura morta in riva al mare (2014)
Originale:  Bretonische Verhältnisse (2012)
Autore: Jean-Luc Bannalec
Editore: Piemme    
Traduzione: Giulia Cervo
Pagine: 304
   

Kerdruc era pittoresca: lì le basse colline lungo l'Aven digradavano dolcemente e la strada si snodava fino al fiume; belle, antiche case di pietra, oltre a un paio di sontuose ville, si ergevano alquanto isolate nella vegetazione lussureggiante. (pag 237).

 

A voi ora la scelta: se continuare a mangiare i nostri arancini o passare ad una francesissima entrecôte.

Se avete in programma un viaggio in Bretagna, potete anche farlo e leggervi il romanzo, come i Krimi-Leser tedeschi e seguendo le indicazioni dell'attore bretone Philippe Jacq, nel video (sotto) della ZDF.


Küsten, Künstler, Kommissare sulle tracce del Commissario Dupin e dell'autore Bannalec nel Finistère (in tedesco)




2 geo-commenti:

  1. Sai come sono sensibile alle mappe letterarie.. Me lo segno:-)
    (un bacio dalla tua gmellina sotto mentite spoglie ;-)

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    1. Come mappa letteraria (e gastronomica) non delude; anche la storia che sta dietro al Festival non è male, la trama invece...meglio mangiarci sopra, appunto.
      Un bacio anche a te, gemellina ...anobii-ana;-)

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