Alba sporca - lo "scomodo" Miguel Sousa Tavares

(MST - Ph M. Madeira PÚBLICO)


La prima (e unica) volta che Nela San incontrò Miguel Adresen de Sousa Tavares fu nel 2006 al Salone del Libro di Torino, quando il suo primo romanzo, Equatore, fu premiato col Grinzane Cavour come miglior narrativa straniera. La viaggiatrice, che già l'aveva letto, non poteva perdersi quella ghiotta occasione con l'altrettanto ghiotta introduzione e intervista condotta da Corrado Augias.


Si ritrovò a pensare di come fosse azzeccato quell'abbinamento di intervistato e intervistatore: entrambi giornalisti senza peli sulla lingua, a tratti persino ruvidi. Scomodi, insomma.




Va ricordato che prima di essere giornalista investigativo di importante testate, scrittore e opinionista della televisione (e del calcio, ovviamente), MST è figlio di personaggi illustri. Sua madre, Sophia de Mello Breyner Adresen fu una delle maggiori poetesse portoghesi del Novecento, oltre ad essere militante politica come suo padre, avvocato, politico e giornalista. 


Al contrario di loro, lui si definisce libero pensatore, non inquadrato in nessun partito politico, escludendo però a priori la destra per questione genetica. In un'intervista a Diário de Notícias (DN) ha ribadito che la sua vera data di nascita è il 25 Aprile 1974 (caduta dittatura salazarista Ndr), dopo aver vissuto decenni con l'incubo di veder irrompere in casa uomini vestiti di nero, a prelevare suo padre solo per aver idee politiche diverse.


Famose nel paese le sue crociate a difesa del fumo, i suoi commenti radicalmente negativi sull'ex-Presidente della Repubblica Cavaco Silva, definito persona limitata senza dimensione di statista, e i suoi commenti suoi social (ho smesso di leggere quello che dicono su di me perché desidero essere mentalmente sano e mantenermi in salute). Malgrado queste ruvidezze, lo scrittore è fra la ristretta schiera di commentatori politici che i Portoghesi ascoltano.


L'ampio preambolo serve per capire chi ha scritto Alba sporca, storia degli ultimi 30 anni del Portogallo,  soprattutto della regione dell'Alentejo, che dopo il '74 con l'espropriazione del latifondo, fu vista come terra di elezione di quella rivoluzione romantica, chiamata da alcuni Cuba d'Europa.


Trama che parte con un orribile crimine consumatosi nel 1988 dopo una festa con molto alcol in uno dei luoghi più enigmatici della regione: i misteriosi e sinistri Cromeleque dos Almendres ,





e continua fino agli anni '90, attraverso i racconti di più persone, protagonisti di un passato remoto, prossimo e del presente in un piccolo paese alentejano, Medronhais da Serra (fittizio), il cui triste destino è quello di restare con un unico abitante.

Senza timore di scrivere un'eresia, questo romanzo corale è la naturale continuazione di Una terra chiamata Alentejo di Saramago. Storia romanzata, certo, ma con molte verità, illusioni e delusioni, ideali, corruzione e sfruttamento ambientale. 


Memorabili le pagine per capire cosa è diventato l'Algarve e i suoi troppo-verdi campi da golf contro lo spopolamento dell'Alentejo.


E se lui morì all'improvviso, anche Medronhais stava morendo. Davanti ai nostri occhi e lentamente. Prima partirono i più giovani, quelli che, come mio padre, avevano scoperto che c'era un mondo oltre quelle strette stradine. Poi partirono i loro genitori, chiamati dai figli: andavano tutti a vivere nelle periferie delle grandi città, di Setúbal o di Lisbona, dove si infilavano in piccoli appartamenti disperatamente prolungati in verande di vetro e alluminio sospese su strade di cui non si sapeva il nome e che a volte proprio non ce l'avevano: Strada che sbuca nella Piazza delle Forze Armate. (pg 83)


Per chi può, anche solo col tremendo Google traduttore, si consiglia la lettura dell'intervista allo scrittore fatta dal quotidiano nazionale Público, in occasione dell'uscita del romanzo (qui) in cui definisce Alba sporca come libro senza eroi.


Montado alentejano - Ph. Nela San
Per noi, invece, l'eroe del romanzo è l'Alentejo che resiste contro tutto (incendi, siccità, spopolamento, turismo spregiudicato) e lo scomodo e ruvido Sousa Tavares,  suo paladino, che... vive e lotta insieme a lui.


Titolo: Alba Sporca (2014)
Originale: Madrugada suja (2013)
Autore: Miguel Sousa Tavares
Editore: Neri Pozza
Traduzione: Romana Petri
Pagg: 299

























Un ringraziamento speciale a Babalatalpa per avermi donato questo libro e un rimando al suo post con l'originalissima recensione su Equatore, qui. Imperdibile, 








5 geo-commenti:

  1. Grazie per la interessante segnalazione ( ...e grazie anche a Baba ). :-)
    Buona serata, cara!

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    1. Grazie a te per esser passata qui, un buon fine settimana, gemellina!

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  2. m'hai fatto andare a vedere tutto l'Alentejo,
    storia, usi e costumi, geografia e tant'altro.
    C'ho perso mezza giornata ma m'è piaciuto veramente.
    Ciao.

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    1. Dopo tutto questo lavoro sul tuo documentarsi dovrò dunque stare attenta e nei prossimi post tenterò di non pubblicare ovvietà, per mantenere viva la curiosità.
      Scusandomi per le rime, accetto la sfida.
      Buona domenica Numa, a te e a tua moglie!

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