Il nefasto arrocco dell'Amleto di Torre Vã - UNA POSTFAZIONE E DUE GIALLI

Ph. Nela San 
da Nulla dies sine linea di Antonio Marras
Triennale Milano Nov 2016

La misteriosa morte del danese Rasmussen fu raccontata alla viaggiatrice-stanziale da persone che ne avevano seguito le notizie alla televisione portoghese. Incuriosita, cominciò a cercare informazioni su internet.

Nella trasmissione del 14 ottobre, il giornalista Carvalho annunciava che l'indagine era passata alla PJ, Polícia Judiciária. Dopo tale data non si trovano sul web articoli ne' di giornali portoghesi ne' di quelli danesi o lussemburghesi.

Da ricordare: si trattava di investigare senza più un corpo, senza le agende e il computer della vittima per poterne ricostruire i movimenti e chi avesse incontrato o fosse venuto a visitarlo a Torre Vã. 

Mistero destinato a restare nel buio, lontano dalle luci e clamori dell'Algarve in cui per la scomparsa della bambina inglese Madeleine Beth MacCann giunse persino Scotland Yard e l'ispettore portoghese Gonçalo Amaral, incaricato dell'indagine, fu in seguito allontanato. 

Di quel caso, il funzionario della PJ scrisse un romanzo dal titolo esauriente: Maddie, a verdade da mentira (Maddie, la verità della menzogna), per le cui rivelazioni fu portato in tribunale dai genitori della bambina, ma vinse la causa (qui).

La morte di Rasmussen invece è avvenuta in Alentejo, regione non avvezza, nel bene e nel male, a frequenti delitti e misfatti di questo tipo. Basti pensare al Klemens... (qui).

Un'indagine dalle grandi ombre, senza rilievi scientifici (il morto non può più "aiutare" perché cremato) e riscontri tecnologici (oltre a quanto già spiegato, la vittima non possedeva nemmeno un cellulare).

La partita a scacchi, dunque finisce qui: con lo scacco matto cosiddetto affogato, del post precedente.

Le caratteristiche del nefasto arrocco ricordano comunque due polizieschi che, in modo differente, offrono un finale che gli appassionati di gialli vorrebbero trovare non solo nella finzione, ma anche nella realtà.    


Il primo è ambientato a Roma nel 19 luglio 1943, il commissario del quartiere San Lorenzo, deve indagare sul delitto di una donna.  
Anche qui il corpo sparisce: giusto il tempo del suo rinvenimento che iniziano i bombardamenti degli Alleati e così sia l'edificio che il cadavere su cui Flaminio Prati dovrà investigare sono ridotti in cenere.
Recensione completa nel post qui.
  

   
Il secondo romanzo è Lontano da Manaus. 


Titolo: Lontano da Manaus (2007)
Titolo originale: Longe de Manaus (2005)
Autore: Francisco José Viegas
Traduzione: Roberta Fregonese
Editore: La Nuova frontiera
Pag.378
 


Molti i comuni denominatori: primo fra tutti i labili indizi sui quali l'ispettore della Polizia Giudiziaria di Porto, Jaime Ramos si dovrà confrontare.
Inoltre: la vittima, Alvaro Severiano Furtado è un uomo ricco, con molti vuoti biografici sulla sua vita, una moglie (in questo caso "ex") di cui non si ha traccia, e le sue ceneri, che devono essere consegnate ad un figlio che si trova da qualche parte, in Brasile.

Romanzo che si apre con una nota dell'autore che suona da monito:

‘Il romanzo giallo, come si sa, ha le sue regole. Questo no.", come dire: 

"Forse, per mancanza di indizi, non sapremo chi è stato a compiere il crimine o quali fossero le cause. Insomma: non avrete tutte le risposte per ogni domanda che vi siete posti".

A voi dunque se iniziare la lettura di uno dei libri suggeriti e far ...luce sul buio, come meglio preferite.


8 geo-commenti:

  1. Finale amaro, come sempre quando non c'è via d'uscita. Ho letto anche l'altrettanto amara considerazione di Augias ( quella che hai riportato nel post a cui rimanda il link ) su certo modo di far giornalismo..

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    1. Hai detto bene: finale amaro che credo mi rimarrà in mente per un po', visto che quella casa non passa inosservata. Nel dolce paesaggio collinare è proprio disturbante, anche solo da un punto di vista architettonico. Quanto al libro di Augias, visto che hai letto la considerazione dell'autore che ho riportato, avrai anche letto che ho amato molto questo libro. Non solo per la sua immutata attualità, ma anche per il messaggio morale sulla comunicazione:'di eterna moralità.

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  2. Da principio ci sono rimasta male, però devo dire che un giallo irrisolto come questo è davvero una storia affascinante. Fa venire voglia di andare a vedere quei luoghi.

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    1. Il luogo è un po' nascosto, ma conoscendone l'ubicazione si scorge persino dalla Strada Nazionale Nr. 1. Pensa che quando l'ho raccontato alle mie amiche mi hanno detto che sarebbe un'ottima occasione per me di fare la Signora Fletcher :-))
      Diciamo che l'età ci sarebbe anche, ma manca tutto il resto.

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  3. Ho letto solo ora, e con piacere, questa partita a scacchi diffusa in più post. La prima cosa che mi ha colpito è stata un aggettivo, il tuo "disturbante". E poi le foto che scandiscono la storia, le tue di foto, sono di una bellezza tale che ti sembra di sentire paesaggi e atmosfere addosso, quell'afa che disturba, non so come dire... che storia intrigante, anche se amara e inquieta. Grazie!

    E ti lascio uno spunto per un'altra storia, letta oggi su Repubblica al baretto di Santa Sofia, e che non trovo online se non qui:

    http://www.freepressjournal.in/india/prince-ali-raza-the-forgotten-prince-of-awadh-dies-lonely-death-inside-derelict-delhi-palace/1166244

    La morte sospetta dell'ultimo principe di Oudh, vicino Delhi: Ali Raza, la cui madre morì anni fa ingoiando i diamanti...

    In attesa di tue altre storie, un caro abbraccio.

    Ps. anche per me è una gioia leggerti

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    1. Sono io che ringrazio te per le belle parole, Clara. Sì, credo proprio che l'aggettivo sia calzante, molto più del "trito" inquietante.
      Ho letto il link che mi hai inviato: anche questa è una storia molto nera. Domani vado in biblioteca e cerco di rintracciare anche la Repubblica del 15 Novembre.
      Contraccambio l'abbraccio.

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  4. Avere il privilegio d'ascoltare la storia di persona e poi tornar qui e prendere un paio di appunti su due libri interessanti non ha prezzo. Per tutto il resto, ci sono le librerie (e i caffè storici)...

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    1. Eh, cara amica, sapessi cosa ho in serbo per te, per noi... 😉

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