Del rivendicare paternità, ... - 2a parte: eroi e trasmigratori

(Statua di F. Baracca - Lugo di Romagna
Photo by Nela San)

In questi giorni in cui la meteo-parola più usata inizia con "ne" (neve, nebbia), siamo certi che Baracca non si alzerebbe in volo nel cielo di freddo grigiore, ma sarebbe più ispirato a suonare il suo violoncello, ancora oggi visibile a Lugo di Romagna, nel Museo a lui intitolato e con cui è raffigurato nella sala che ospita la sua camera da letto. 


Il post odierno non mette in dubbio alcuna paternità, al contrario è risaputo che quella del cavallino rampante è di Baracca.

Il lughese lo scelse, adattandolo, per il suo aereo. Sua madre poi, la contessa Paolina Biancoli, suggerì ad Enzo Ferrari di adottarlo per le sue vetture (la storia qui) e infine lo scultore del monumento (foto d'apertura) lo raffigurò nell'ala di 27 metri che campeggia nella piazza della città natale dell'aviatore (Piazza Baracca, Lugo di Romagna).
Qui si tratterà piuttosto di gemellaggi fra aviatori che compirono gesta eroiche.

Se il Portogallo ha fama di illustri navigatori, pochi forse sanno di tre aviatori che compirono un'intrepida impresa: il Raid Lisbona-Macao (tutta la storia qui)


Il 7 Aprile 1924 da Campo dos Coitos (Vila Nova de Milfontes), il comandante Antonio Jacinto da Silva Brito Pais e l'ufficiale José Manuela Sarmento de Beires partirono con destinazione Macao, allora colonia portoghese.
A loro si unirà Manuel Gouveia, arrivato a Tunisi in nave e aiuto prezioso, essendo il secondo capo (grado di sergente) esperto di meccanica aerea. Il Breguet 16 Bn2 fu battezzato dal comandante col nome di Pátria, dal verso delle Lusiadi (poema epico di uno dei massimi scrittori portoghesi, Luís Vaz de Camões) scritto nella fusoliera: «Esta é a ditosa PÁTRIA minha amada».


In realtà, furono impiegati due velivoli. Il primo fino al deserto di Bhudana (India), dove per il forte vento fu costretto ad un atterraggio di fortuna. I danni irreparabili costrinsero i tre avieri al suo abbandono e a proseguire in treno fino a Jodhpur dove furono alloggiati nella Guest House del Marajà locale. Qui ricevettero un telegramma dal Governo Portoghese che li autorizzava a procurarsi un nuovo aereo in loco. Fu così acquistato un De Havilland D.H. 9A dalla Royal Air Force, dopo snervanti trattative fra i tre governi; ribattezzato Pátria II, permise la conclusione del raid, ma Gouveia dovette proseguire in treno e via nave, avendo questo aereo solo due posti.
Il Pátria II non uscirà indenne dai monsoni; approssimandosi a Macao le pioggie violente costringeranno i piloti a cambiare tragitto, finchè l'elica fuori uso li costringerà ad un atterraggio di emergenza nel cimitero cinese di Sam-Tchan, vicino a Kowloon, Hong-Kong (foto sotto). Erano le 14:48 del 20 giugno, qui dopo 117 ore e 41 minuti (tempo di volo totale) e 17.570 km terminava l'odissea. 


 I piloti proseguirono in treno fino a Hong Kong, dove vennero ricevuti dal console portoghese. Successivamente, una lancia-cannoniera della Marina Portoghese sfiderà una notte tempestosa per portarli a Macao, dove furono ricevuti con tutti gli onori dal Governatore della colonia.


Le tappe del raid sono visibili nella base del monumento a loro intitolato, a Vila Nova de Milfontes, nella Praça da Barbacã, vicino al forte di S. Clemente.  
In esso i tre aviatori, a differenza di Baracca, sono ritratti come in procinto di partire. 
Probabilmente influisce il fatto che, qui, la nebbia è fenomeno meno consueto. Molto meno.


...continua

4 geo-commenti:

  1. Quindi a farti prendere il volo verso il Portogallo c'è il desiderio di non fare i conti con il binomio neve nebbia? ( però che fascino il monumento di Baracca velato dalla nebbiolina! )
    :-)

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    1. Sarei molto egoista se ti dicessi che la nebbia e la neve la tollero solo nei campi aperti e non su qualsiasi strada? Beh, è così! Comunque hai ragione: il monumento di Baracca velato dalla nebbiolina ha fascino. E' per questo che l'ho fotografato ;-)

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  2. Bello il monumento con una vela bianca tradizionale e un aereo che svetta lasciando una scia d'acciaio.

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  3. Pensa che, la prima volta che l'ho visto, mi ricordava i disegni di Leonardo da Vinci. 😊

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