O Sado e le sue storie - le donne di Setúbal


(foto da Museu do Trabalho by Nela San)

I fiumi narrano storie o fanno la Storia?
Mentre i pragmatici propendono per la seconda opzione, (grandi civiltà sono nate in prossimità di corsi d'acqua), e i romantici per la prima, tutti comunque  concordano sul fatto inconfutabile che ogni fiume ha due sponde. Le storie, tuttavia, aldiquà e aldilà di esso, possono essere divergenti.

Il  Sado è uno dei pochi fiumi portoghesi che percorre i suoi 175 chilometri da Sud verso Nord. Forse per questo sforzo antitetico alla gravità, la sua stanchezza svanisce quando sfocia nella penisola di Setúbal, distendendosi finalmente nei 160 km² del suo estuario.
Qui non si parlerà del suo aldilà, quello antistante della penisola di Troia. 


Questa lingua di terra fra una riva del Sado e le vaste spiagge oceaniche, soprannominata gli Hamptons portoghesi, comprende sette località nei 12.500 ettari della Herdade da Comporta.
La proprietà che fu il buen retiro della famiglia Espírito Santo, a seguito della bancarotta del suo gruppo finanziario  (inclusa l'importante banca BES), è oggi di un Fondo Finanziario Immobiliare, con un costoso rifugio-ecoresort frequentato da varie personalità (Louboutin, Rania di Giordania, Charlotte Casiraghi, Kristin Scott Thomas e Carla Bruni Sarkozy).

Nulla a che vedere con la vera essenza di questa regione e con altre persone che vi hanno vissuto per tutta una vita
quelle aldiquà del fiume, le donne di Setúbal e un francese non-più-francese, ben diverso da quello sopracitato.

Terza città industriale del paese nella prima metà del XX° secolo, grazie alle 140 fabbriche dell'industria conserviera e al porto sviluppatosi a fianco di questa principale attività, Setúbal fu palcoscenico delle prime lotte dei lavoratori per parità di genere, salari dignitosi, orari fissi e riposo settimanale. 
Rivendicazioni che videro in primo piano le donne. Era loro la presenza maggioritaria all'interno delle fabbriche negli Anni Trenta/Quaranta, perché manodopera a più basso costo. Considerate inoltre più sottomesse, subivano diversi tipi di abusi, finché non iniziarono a lottare per piccole conquiste di giorno in giorno, diventando protagoniste dei più importanti episodi della lotta operaia.(da Museu do Trabalho by Nela San)

Fotografie e video della vita di queste lavoratrici, sono raccolte nel Museu do Trabalho, in uno degli edifici ex-fabbrica di lavorazione delle sardine, su una collina della città, a fianco di un bel Miradouro che guarda il fiume.
(Photo by Nela San)

Museo intitolato a Michel Giacometti, l'etnomusicologo corso che, dopo viaggi in Africa e Asia a raccogliere musica popolare, arrivò qui a trent'anni, dove continuò le sue ricerche per tutto il Portogallo e non se ne andò più.

Al suo interno, oltre alla ricostruzione fedele di tutte le fasi di confezionamento e agli utensili utilizzati sia in queste industrie che nella vita rurale, si può ammirare un vero e proprio negozio di alimentari della fine del  XIX secolo che si trovava in Avenida da Libertade a Lisbona e che venne donato al museo nel 2002 dal nipote dei proprietari fondatori (entrambi visibili nella parte alta dell'ultima foto sotto).






La vita di quest'uomo si può purtroppo leggere solo su Wikipedia portoghese (qui). 
Tuttavia, per chi vede il museo (che vale la visita), c'è una frase riportata in un pannello, che ben simboleggia il suo profondo attaccamento alle radici rurali del Portogallo.

Negli ultimi anni prima di morire (malato di tubercolosi), disse: "A un certo momento sentii la necessità di fare una pausa, per sintesi. Avrei potuto ritornare nella mia terra, ma lei non mi diceva nulla. Quando morirò voglio essere sepolto in mezzo al popolo portoghese, che ho amato tanto.".
Giacometti muore nel 1990, la sua tomba è nel cimitero di Peroguarda. 


Nel suo aldilà, lo pensiamo col suo fedele registratore a nastro, mentre ascolta sorridendo i gruppi corali del piccolo paese che interpretano in suo onore i canti alentejani, Patrimonio Immateriale Unesco, ventiquattro anni dopo la sua scomparsa.










10 geo-commenti:

  1. Ti sei proprio innamorata!
    E' certamente una terra di cui vale la pena innamorarsi.
    Ma perchè hai scelto questi posti?
    Intendo come t'è venuto in mente se mi pareva di aver letto che non li conoscevi?
    A me Rania di Giordania mi piace un sacco
    ma mi piace soprattutto quel che fa.

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    1. Ho iniziato a conoscere il Portogallo nel 2003, venendoci per lavoro, quando ancora non era di moda.
      Da allora non ...ci siamo più lasciati. ;-)

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  2. Mi sono chiesta se valesse la pena di raggiungere Setubal e adesso mi dai un motivo per farlo ( caviglia permettendo).
    p.s.
    Bellissimi tutti i negozi di una volta ma quelli portoghesi hanno qualcosa in più; forse le proporzioni, forse i colori, forse la disposizione degli oggetti..

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    1. Se verrai a Setúbal mentre io son qua, dimmelo che ti faccio da guida!
      Quanto ai negozi, il problema è che vanno scomparendo e ancora il concetto di "negozio storico" fatica a radicarsi(esempio calzante una libreria storica di Lisbona che poche settimane fa, ha dovuto chiudere, purtroppo e, ironia della sorte di chiamava quasi come la plurifamosa di Porto)

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  3. Ecco, la prima cosa che mi viene in mente quando penso al Portogallo sono proprio le sardine! :-D

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    1. E pensare che invece io non mangio pesce! Ah, ah, ah.

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  4. A leggerti mi trasferirei subito in un angolo remoto del Portogallo. Belli questi post(i). Ma hai pensato a scrivere una guida di viaggio alternativa, ricca di storie, biblioteche, itinerari particolari sul Portogallo??? Pensaci.
    Le scritte in portoghese nei villaggetti di Goa - non le ho mai fotografate, argh! La tua borsa di stoffa sta viaggiando con me ;-)

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    1. Ci sono scrittori non portoghesi che si sono trasferiti qua... non saresti la prima, ma credo ti troveresti bene. Intanto mi hai fatto venire quasi l'idea di un altro post!
      Sai, in effetti, pensavo a un itinerario particolare ma da qui a scrivere una guida di viaggio alternativa, beh, credo sia un "itinerario lungo"! :-)

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  5. Tanti piccoli itinerari/post messi insieme...

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