DI FUTEBOL IN ...FAROL


Arrivando a  Cabo Sardão, sorriderete.

Lo farete non per essere di fronte all'infinito-mare, né alle impudenti e selvagge fioriture gialle o fucsia fra le grasse foglie del  Carpobrotus-edulis o per il timido azzurro della scilla vicentina e quello più intenso della anchusa calcareao dell'altrettanto minuscola anagallis monelli  o per i tenaci mazzolini bianchi di jonopsidium acaule; lo farete per un altro motivo.

 (Carpobrotus-edulis, ph by Nela San)
Anziché esser colpiti dal tripudio di colori della Flora della Costa Vicentina, rimarrete sorpresi dal rettangolo di terra nuda e dal colore neutro, con a fondo campo due pali verticali, una traversa e due reti: quella della porta, e l'altra ben più alta, perché nel caso il pallone volasse fuori, sarebbe arduo andarlo a recuperare. Sì, anche qui, i Portoghesi giocano a calcio o, come si chiama qui, a futebol e vi verrà da sorridere.

Questa nazione che da secoli non vanta più scoperte geografiche e ricche colonie, compensa questa saudade scaricando tutto il suo orgoglio,  senso di appartenenza e patriottismo sul calcio.
Se la derrota agli Europei 2004 nella finale contro la Grecia fu una tragedia nazionale, mentre la vittoria a Euro2016 fu una data storica per il paese, al punto da celebrarla anche nel giorno dell'anniversario l'anno seguente; se una sua città intitola una strada al suo allenatore più popolare all'estero (José Mourinho), un'isola intitola l'aeroporto al suo cittadino pluripremiato (Cristiano Ronaldo) e persino i recenti campioni europei di Futsal (calcetto) incontrano il Presidente della Repubblica, non c'è da stupirsi se si gioca persino sul bordo di una falesia di fronte all'Oceano.
Sorriderete, pensando al paese che celebra i suoi eroi quando sono ancora vivi e che per loro è giusto così.


Dei trenta fari sul continente (oltre ai sedici nelle Azzorre e ai sette di Madeira), quello di Cabo Sardão non è quello più occidentale di tutta l'Europa, ma ha comunque alcune singolarità.
E' chiamato "Faro delle cicogne", come testimonia il titolo del libro dell'illustratrice irlandese Jacqueline Atkinson, pubblicato nel 2015 con una serie di acquerelli da lei dipinti in occasione delle commemorazioni per il centenario del faro.


Il motivo è semplice: basta percorrere poche centinaia di metri sul sentiero della Rota Vicentina che si snoda qui lungo la costa, per scoprire (anche a occhio nudo) le rocce scure a strapiombo sul mare dove nidificano le cicogne, mentre voi sarete lì a chiedervi che accade ai loro nidi quando il signor Oceano si arrabbia di brutto. Eppure loro tornano, tornano ogni anno, sempre lì e prima di nidificarvi lo ristrutturano, come la Natura ha insegnato loro.



(Photo by Nela San)


In quanto a conoscenze edili, le cicogne e i loro nidi sono più esperte degli  umani, e l'aver scelto proprio Cabo Sardão, come luogo unico ed eccezionale per nidificare sul mare, suona un po' come una beffa nei confronti dei costruttori del faro (e forse anche le cicogne, un po' sorridono).






Il faro entrò in funzionamento il 15 aprile del 1915, apparecchio ottico di 3a categoria con 500 mm di distanza focale, venne elettrificato nel 1950 con gruppi elettrogeni e una lampada di 3000 watt e quando nel 1984 fu fatto l'allacciamento alla rete elettrica pubblica, passò ad essere automatizzato con una lampada da 1000 watt.  
Un faro discreto, che si erge per diciassette metri dal centro di un edificio basso, bianco e a tre volumi, che pare adagiato sulle dune lentamente, per non disturbare, e che anche per questo si discosta dagli altri. 


(Photo by Nela San)
 
Anzi, pare quasi vergognarsi...
Magari lui non dovrebbe, ma chi lo ha costruito sì, anche se da qui viene la sua particolarità (non citata nei siti officiali della marina portoghese), perché il faro fu costruito con la torre che guarda la terra anziché il mare, al contrario di tutti gli altri. 

Fra le tante ipotesi avanzate:  quella che il costruttore abbia usato il progetto girandolo di 180°, che avesse difficoltà di comunicazione con gli ingegneri della Marina o ancora che a causa della grande distanza del faro da luoghi abitati, le ispezioni sull'avanzamento dei lavori non furono fatte.
Ora che sapete la sua storia, magari sorriderete.


Sorriderete, qualsiasi sia la vostra idea di visita: guardando il mare, cercando le fioriture, dando quattro calci a un pallone, vedendo le cicogne temerarie o il faro a rovescio (visitabile in giorni particolari), sorriderete.

Cabo Sardão non vi deluderà, vi farà sorridere.

Per la visita virtuale, cliccate qui.



11 geo-commenti:

  1. Questo grazioso e discreto faro che guarda dalla parte sbagliata mi ha ricordato la chiesa in legno più grande del mondo. E' a Kerimäki in Finlandia e ci era stato raccontato che era così grande perchè i falegnami avevano interpretato in centimetri i disegni che in realtà erano stati quotati in pollici. chi lo sa se era vero

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    1. La prima volta che ho letto della particolarità di questo faro, non nascondo di averti pensato, chiedendomi quale sarebbe stato il tuo parere. A quanto scrivi, però, anche interpretare i disegni in centimetri anzichè pollici è alquanto singolare. (vado a vedermi la chiesa) Comunque, altri architetti hanno avuto miglior fama qui in Portogallo e ho già un post in preparazione :-)

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  2. I fari hanno un fascino particolare che non è dato solo dal fatto che stanno lì con la lampadina accesa soli soli, c'è la componente umana che è data dal guardiano che vive in quel posto per lunghi periodi in (perfetta) solitudine. C'è un faro in Francia che per cambiare del guardiano si usa una teleferica che va da una barca al faro e i malcapitati stanno lì appesi con qualsiasi mare, sballottati finchè non raggiungono la destinazione.
    Grazie per le notizie.

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    1. Qui di fari ce ne sono tanti, addirittura esiste uno storiografo che vi ha scritto un libro e non su uno solo di essi. Esiste anche un museo del faro (visitato), con tanto di faro (ovvio), visitato o forse sarebbe meglio dire scalato. Poi ce n'è un altro che beh, lasciamo un po' di mistero, in stile gialli-e-geografie.

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  3. Incantevole questo post(o). Mi piacciono queste notizie insolite, questi particolari sognanti. Bellissime le cicogne e il mare blu schianto. Questo faro costruito al contrario mi ha subito fatto pensare alla storia del Taj Mahal Hotel di Bombay, hai presente? Che pare sia stato costruito al contrario rispetto al progetto originale. Trovo sempre somiglianze tra il tuo Portogallo e la mia India, o forse sono solo i nostri occhi.
    I fari, comunque, sono semplicemente magici. Grazie, as usual

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    1. Ricordo che tempo fa ci fu un interessantissimo documentario sul Taj Mahal e credo di averlo proprio visto nella TV a circuito chiuso dell'hotel, per cui non credo riuscirò mai a trovarlo su YouTube. Portogallo e India avevano molti legami, legami ...speziali (e non è un errore di battitura)

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    2. Speziali, sì. Spezialissimi :-) io attendo già il prossimo post

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  4. la torre, tra l'altro, mi sembra assai distante dalla falesia; magari non era destinata inizialmente a essere un faro!
    Complimenti per le foto!
    :-)

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    1. Grazie, sai quante volte in questi frangenti mi rammarico di non avere uno zoom?

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  5. Ihihih il faro rovescio, serve alla gente di città a trovare l'oceano, l'infinito e le falesie fiorite

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    1. Ecco vedi, a questo non avevo pensato. Ma è la buona lezione per cui problemi posssono diventare opportunità.

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