La committenza elitaria di Hyundai







A cosa vi fa pensare questa immagine?
A) a un raduno popolare di contestazione,
B) a un happening elitario durante una manifestazione?


 

Metropoli strana Seoul (vedi post qualche anno fa): regno di Samsung e di Hyundai. Tuttavia, la diversificazione aziendale per i colossi orientali è ordinaria amministrazione. Nel caso di Hyundai Motor Group  interessante il caso della consociata Huyndai Card, secondo operatore nel paese per le carte di credit, il cui progetto ricorda un po' quelli dei committenti rinascimentali:  basandosi sul valore della lettura, la società ha finanziato la costruzione di biblioteche dedicate alle letture tematiche. 

La prima fu concepita lamentando che  non c'erano abbastanza musei e biblioteche sul design in Corea. La Hyundai Design Library aprì in Febbraio del 2013 nel distretto di Gahoe-dong, zona un tempo frequentata da studiosi e nobili di Seoul, su progetto dell'architetto Choi Wook (Studio One o One - Seoul). 






Scelti da un team di curatori e critici internazionali, fra cui la curatrice del MoMa, Paola Antonelli, i quasi dodicimila testi di architettura, design industriale, fotografia e marchi di design, ne comprendono settemila non reperibili in altre parti del paese e oltre duemilaseicento molto rari o fuori catalogo.

Ma come molti tesori che si rispettino, ecco la filosofia Hyundai: "Con questa iniziativa vogliamo attrarre un gruppo acculturato di potenziali clienti".
Come spiega meglio un portavoce di HC: "L'operazione fa sì che i possessori di una Hyundai Card pensano di aver accesso a uno stile di vita più arricchito."  


Questo il senso elitario di Hyundai: qui entrano solo i titolari della carta di credito Hyundai Card ed i loro ospiti (massimo due); con un massimo di otto visite mensili gratuite, dopodiché si pagano 5.000 won (meno di quattro Euro).

 
Conformemente a questa dottrina di pensiero, oltre alla collezione, a uno spazio espositivo ed una caffetteria, è disponibile un attico, ispirato a una sala lettura di un antico palazzo coreano dove i principi potevano isolarsi per concentrarsi sui loro studi.
 









La seconda, un anno dopo,  è stata la Hyundai Travel Library, progettata dallo studio Wonderwall e aperta in Cheongdam-dong, nel centrale distretto di Gangnam.

















La multimedialità qui ovviamente è un must: 
digitate sullo schermo la vostra destinazione e vi comparirà su Google Street View sul pannello a tutta parete.


Nulla lasciato al caso nemmeno in caffetteria dove sedie provenienti da tutto il mondo, vogliono alludere alle diversità culturali e ai possibili incontri che la libreria offre ai visitatori.

Circa quindicimila i libri sul viaggio, l'architettura e la fotografia, oltre a tutte le pubblicazioni di National Geographic e del primo ed unico al  mondo giornale di geografia del turismo, Imago Mundi.


Se ancora vi affidate al cartaceo, mappe di novanta fra le maggiori città turistiche sono disponibili in cassetti contraddistinti dalla planimetria terrestre, così come dizionari di centoundici lingue usate nel mondo.


Da lì a volare, coerentemente con i numerosi aerei che affollano il soffitto della stanza, il passo è breve e facile: nell'edificio c'è un banco biglietteria.




Se poi non siete abbastanza ispirati per la vostra destinazione, vi corrono in aiuto pannelli aeroportuali e mappamondi vintage.


Un altro concetto corre a giustificazione di quanto voluto dal committente.
Afferma l'interior designer Katayama Masamichi: " La Travel Library non dovrebbe essere il mezzo per raccogliere dati sul viaggio, ma essere il primo passo vero e proprio del viaggio, che è la curiosità e l'ispirazione".
Comprensibile il richiamo al filosofo cinese Lao Tzu (un viaggio di mille li principia da sotto il piede).









Sveliamo ora la foto in apertura.


Nel 2015 inaugurò la terza biblioteca tematica:
The Music library + Understage.

Paradiso dei musicofili in Hannam-dong District, con diecimila vinili (fra cui la raccolta dei Beatles dalla controversa copertina splatter Butcher cover), tremila libri e tutte le copie della rivista Rolling Stone dal 1967.


Oltre allo spazio concerti interno, in esterno la struttura alta 14,5 metri è una zona per i suonatori di strada.
La sua particolarità: ritrae la gigantografia di una foto di Bill Owens, scattata al pubblico del Festival rock di Altamont durante il concerto gratuito dei Rolling Stones  nel 1969, qui ripresa e riprodotta dallo Street artist francese JR.  


Ancora una spiegazione da un portavoce Hyundai: "JR è stato scelto perché conosciuto per riportare sui muri in grandi dimensioni foto che raffigurano emarginati. Il concerto in questione riflette lo spirito libero del rock in un evento simbolico della generazione hippy negli anni Sessanta".   
Connubio calzante insomma e a JR in esterno si contrappone Vhils nell'interno. L'Underground Stage nel seminterrato ha un'opera grafica a tutt'altezza dello street artist portoghese.













Il precetto Mangia-prega-ama del film con Julia Roberts riveduto e corretto in "mangia-cuoci-leggi" calza a pennello con l'apertura della quarta biblioteca Hyundai in aprile 2017 nel distretto di Gangnam: The Cooking Library.

Sedicimila volumi perlopiù in lingua inglese su origini alimentari, tradizioni culinarie, chef, tecniche gastronomiche, rituali della tavola e libri che ne hanno tratto ispirazioni letterarie, oltre alla possibilità di degustare e preparare piatti in cucine di design.
 Fra i quattro piani, uno in particolare è pensato per raccogliere ingredienti da tutte le parti del mondo e coerentemente si chiama Ingredient House, mentre all'ultimo piano è presente una serra in terrazzo.

Oramai avrete sicuramente risposto alla domanda in apertura, quindi siete pronti per la successiva:
preferite una biblioteca fruibile da tutti oppure vorreste un committente che la renda visitabile a pochi, anche se i pochi sono milioni, come succede a Seoul per i sette milioni e mezzo di fruitori più altri quattordici potenziali?




10 geo-commenti:

  1. Aargh. Allora, direi biblioteche fruibili per tutti perché spesso in India per mastodontici sistemi burocratici in tante biblioteche non ci potevo entrare, né prendere libri in prestito, né studiare ecc ecc oppure compilavo malloppi di robe e poi mi dicevano, come tomorrow, now chai time... quindi biblioteche fruibili a tutti, come quando vivevo in Inghilterra, ah, che ricordi!
    Anche se una parte cattivella di me, in Italia (soprattutto dove sn nata) metterebbe dei mega divieti alle biblioteche pubbliche: solo utenti interessati ai libri, allo studio ecc ecc. Lì sì che andrei di committenza elitaria, tipo dimmi quanti libri hai letto o qualcosa di simile, però no credit card, no cards di nessun genere...

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    1. Beh, ovviamente la mia era una domanda retorica. Potrei accettare meglio la committenza come supporto a manifestazioni collaterali o a restauri di biblioteche pubbliche oppure come è accaduto a Londra con la Sainsbury Wing nell'ampliamento della National Gallery, finanziata dai fratelli Sainsbury, sí proprio quelli di una delle catene di supermercati britannici (in quel caso, la Grande Distruzione moderna - come la chiamo io - non distrusse, ma costruì)

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  2. Non penso di essere un'inguaribile nostalgica se dico che posti come quelli di cui hai parlato mi fanno rimpiangere le belle polverose e tranquille biblioteche di una volta con i tavoli e gli scaffali di legno e due sole essenziali entità: i lettori e i libri. Si inizia a essere un po' stanchi di architetture e allestimenti che dichiarano nel nome una funzione ma ne svolgono di fatto altre, coerenti con gli interessi dei committenti..
    Buona giornata, gemellina! :-)

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    1. Non sei un'inguaribile nostalgica, ma una persona concreta.
      Un buon fine di domenica anche a te, gemellina!

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  3. Vero, la tua Grande Distruzione Moderna. :-)
    Sulle biblioteche dovremmo parlarne a lungo. Qui in Asia cadono a pezzi, se non ci sono dietro grosse fondazioni (spesso straniere).

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    1. Per fortuna che ora non ci devo più aver a che fare, anche se sono sempre più convinta che siano ancor più Grande Distruzione Mondiale, pensando anche a tutti gli imballaggi in plastica con cui la maggior parte di loro sono "collusi".

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  4. Avrei giurato che si trattasse di Woodstock
    insomma ci sono andato vicino.
    Per quello che riguarda l'architettura delle biblioteche invece
    non vado vicino alla tua commentatrice,
    il fatrto è che in Italia e in genere nell'Europa
    è pieno di antichi palazzi di proprietà pubblica
    in cui alloggiare una biblioteca, nel resto del mondo
    si costruiscono biblioteche nuove di zecca e mi pare
    logico che vengano incaricati architetti
    e a volte anche di grido (o di cartello, vedi te).
    Sai come la penso sull'architettura moderna,
    aborrisco le sculture contenitive ma forse sono rimasto indietro.
    A proposito di architettura, sei mai stata a vedere la
    chapelle di le Corbusier, Notre Dame a Ronchamp?
    Se ti capita non fartela mancare, quella è architettura moderna.
    Ciao.

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    1. Forse non ho molta voce in capitolo in tema di architettura, tuttavia, per quel poco che ho visto, sopratutto inEstremo Oriente mi sentirei di affermare che gli antichi palazzi non mancano nemmeno lá. Semmai questo proliferare di edifici da "archistar" in quei posti è probabilmente dovuto al fatto che in questo momento da loro c'è più richiesta di nuovo e, soprattutto più soldi. Non sono contraria al nuovo, anzi, mi affascina ma, come l'esempio fatto sopra riguardo alla Sainsbury's Wing a Londra, credo sia importante supportare soprattutto con la formula applicata alla National Gallery.
      PS grazie per la segnalazione su Le Corbusier.

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  5. Questi il concetto di biblioteca non l'hanno proprio capito, mi sa.
    Comunque anche Mr K ha fatto una cosa con la Hyundai Tramite il LACMA di Los Angeles. Eccolo:
    https://unframed.lacma.org/2017/08/22/jonathon-keats-and-roadable-synapse

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    Risposte
    1. Grazie dell'intervento e della segnalazione, vado subito a leggerlo!

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