Con gli occhi di Clara: Ho Trai Hariphunchai


I rapporti epistolari sono desueti nel nostro "qui-e-subito", tuttavia nuove forme di corrispondenza permettono alla viaggiatrice-stanziale di visitare l'Estremo Oriente, come il "carteggio 2.0" condiviso con gli occhi di Clara.

Il linguaggio di Clara, (traduttrice, poetessa e scrittrice) è un mosaico le cui tessere sono poesie e racconti folgoranti intrisi di essenze, crudo realismo e intimista spiritualità. Una scrittura, la sua, che non fa rimpiangere le cronache reali di Giorgio Manganelli, quelle fantastiche di Italo Calvino o entrambe, come quelle di Tabucchi.

Con gli occhi di Clara, Nela San si è immersa nella tailandese Lamphun. L'antica Haripunchai fu fondata, pare, nel 1204 dell'Era Buddista (661 dell'Era Volgare) dal monaco Wasuthep e retta dalla straordinaria e saggia Regina Chamathevi, che contribuì alla diffusione del Buddismo Theravada.

Il Wat Phra That Hariphunchai, Tempio della Sacra Reliquia di Hariphunchai, fu eretto, si dice, nel 1150, a seguito del rinvenimento di una reliquia del Budda nel giardino del palazzo di questa potente città-stato Mon. 
 
I templi buddisti sono luoghi formati da più edifici, come il Bot (sala della preghiera o della sacra ordinazione) circondato dal Phra Rabieng (qui sopra) gallerie simili a chiostri, il Chedi (o Stupa, contenente le reliquie), le Kuti (abitazioni dei monaci), Ho Rakang (Torre con campana o gong) e il Crematorium riconoscibile dall'alto camino; tutti circoscritti da un muro in un'area a pianta rettangolare: il Putthawat (area sacra recintata).


Qui, in stile gialli-e-geografie, ci interessa la Ho Trai (foto sotto)    

ovvero uno dei migliori esempi di biblioteca-tempio in stile Lanna,  

 in cui sono  conservati i manoscritti delle antiche sacre scritture Tripitaka (foto qui a fianco).




Anche se non visitabile internamente, l'esterno riempie gli occhi per le meraviglie dei dettagli e delle decorazioni che richiamano animali simbolici del buddismo.

La struttura a due piani poggia su un basamento di pietra dipinto di rosso alto tre metri, la cui funzione è di protezione da inondazioni e insetti (termiti). 

I leoni sono i primi animali che si incontrano; scolpiti nei pilastri della scala di accesso e usciti dalle fauci di una Makara (mitica creatura marina).

La parte superiore invece è in legno e non è  solo il timpano e le sue pareti laterali ad essere finemente decorate.


Anche nella struttura del tetto, il richiamo agli animali non manca.

Le mantovane che ne delimitano le finiture dei tre livelli sovrapposti sono decorate come il corpo inclinato di un Naga, e terminano con la testa rialzata di questo mitico serpente che simboleggia la tranquillità e viene descritto nelle scritture buddiste come protettore e rifugio del Budda mentre meditava. 

Nella parte frontale, alla congiunzione dei due spioventi, una specie di corno, il Chofa, simboleggia il mitico uccello indiano Garuda, col becco rivolto verso il basso, nell'atto di prendere la coda del Naga che si trova nella parte inferiore del tetto.  
Infine, al centro della parte superiore non manca un Hti, sacro ombrello decorato.

Fra tutti gli animali mitici e simbolici, quelli che però più hanno colpito la curiosità di Nela San sono stati i piccoli galli e galline 
 


Alcuni di proprietà del tempio, altri portati dai pellegrini, simboleggiano la fedeltà e la devozione dei fedeli.

La Thailandia è anche questo ed è bello poter vedere una delle più incantevoli biblioteche del mondo, con gli occhi di Clara. 

Tutte le foto (tranne quella del manoscritto) per gentile concessione di Clara.

I suoi blog e la biografia qui e qui.

 


8 geo-commenti:

  1. Khop kun ka (grazie in thai).
    Grazieee, cara, sono commossa *_* e felice di leggere con te la storia di questo tempio. Grazie ancora per avermelo suggerito!
    ps. nn mi merito tutti sti complimenti, diciamo solo che l'Asia ispirerebbe (quasi) chiunque a scrivere.

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    1. Se non mi parli tu di Oriente, chi sennò?!

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  2. Il fascino delle culture orientali ha colpito parecchia gente forse perchè è parecchio distante dal nostro pensiero. Francamente, pur ammirando la loro arte, non riesco ad apprezzarla come probabilmente meriterebbe, sono troppo legato alla cultura occidentale. Mi scuso con te e te scusami con la tua amica Clara per non condividere pienamente con voi che mi pare apprezzate così tanto l'Asia e il Sud-Est Asiatico. Notte Nela San.

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    1. Non c'è nulla di cui scusarsi: ognuno ha i suoi gusti ed è giusto sia così.
      Se tutti fossimo amanti degli stessi luoghi, sarebbe un disastro (e non solo ambientale).

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  3. Che bello vedervi insieme in un post!

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    1. Sono certa che ci sarà, prima o poi, una libreria o biblioteca statunitense "con gli occhi di Silvia" :-)
      PS A Bologna ora c'è una Mostra su Vivian Maier che vale la pena vedere.

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  4. con un post del genere, toccherà iniziare a frequentare l'Estremo Oriente con gli occhi di Clara...
    P.S. Bella la mostra su Vivian Maier, vero?

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    1. Sì, Clara è fantastica!
      PS La mostra di Vivian Maier mi (ci) è piaciuta. Oltretutto ho fatto un figurone: l'amica C. non sapeva dell'esistenza del Palazzo dove si teneva.

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Viaggiatrice Giallamente Ferrata (definizione di Baba Talpa), portoghese dentro, ammalata di ... lusitanitudine, in viaggio fra pagine di libri gialli, scaffali di librerie e biblioteche e altri mondi.

Parla: tedesco per scelta, inglese per necessità, francese per coercizione, portoghese per amore. In tutti gli altri momenti italiano.

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