Chatwin: il nomade che scriveva ricamando e fotografava scorciando - 2a parte

(Chatwin - foto dal web)

Come si sarebbe relazionato con Instagram un dandy come Chatwin? Piegandosi anche lui all'abusata legge dei selfie?
Non ne saremmo così certi, essenzialmente per due motivi. 
In primis per come sua moglie spiega brevemente il discreto rapporto del marito con la fotocamera:
"...toglieva la Leica dallo zaino per pochi secondi, scattava, riponeva e ripartiva".  
In secundis per la possibilità pressoché nulla di rintracciare un suo autoscatto.

In quelle poche parole, tuttavia, Elizabeth ci svela particolari non da poco: l'utilizzo di una fotocamera iconica (imprescindibile per un dandy come lui) e quel suo ripartire, come fanno sempre i nomadi e anche lui fece, posseduto dall'innato germe dell'irrequietezza.

Già, innato. Aggettivo azzeccatissimo per Bruce, a cui lo zio confidò che chette-wynde era l'etimo di Chatwin, per cui la sua sorte era conforme al significato del cognome: sentiero tortuoso. 

Da qui il titolo scelto da Calasso per la pubblicazione di un album postumo (1998) con le immagini dell'amico, ricevute da Elizabeth e da lui organizzate in sezioni.
    


Foto fatte di scorci, si diceva, o di paesaggi (Deserto peruviano, qui sotto)



che ricordano alcuni quadri di Hopper.


Di quelle scattate in Patagonia (come la stazione), leggenda vuole che Rebecca West avesse commentato che "erano così buone da rendere superflua la lettura dei testi".  Ma Calasso sottolinea che la frase non fu in realtà detta.

Sempre per Calasso-Adelphi uscì anche la (costosa) pubblicazione  L'occhio assoluto - Fotografie e taccuini (1993, traduzione di Clara Morena).  



Riconoscere in ciò che sta attorno a noi – e soprattutto attorno all’occhio, sempre mobile, del viaggiatore – quegli spicchi di realtà che sono altrettante visioni, isolarli dal resto e lasciarli vibrare nella loro pura evidenza ottica: questo è il segno di elezione dell’«occhio assoluto». Le immagini che compaiono in questo libro furono colte in Patagonia e in Mauritania, in Australia e nell’Afghanistan, nel Mali e in Nepal, ma spesso il luogo di origine e l’occasione rimangono indecifrabili, come se la pura accidentalità del viaggiare fosse servita a far emergere ogni volta, in un labile momento, la piena singolarità di un frammento di ciò che è, senza altri attributi, e al tempo stesso il muto stupore dell’occhio che lo coglie.
 
Presentazione in cui troviamo conferma di colui che fotografava scorciando, come ribadito anche nella prefazione di Sentieri Tortuosi, dove Calasso dichiara che il punto in comune dei libri, nel gesto della persona e nelle fotografie di Chatwin è il taglio, qualità simile a quella dei tagliatori di diamanti che trovano ogni volta l'angolo giusto per far sprigionare la luce. 

In merito a tale affermazione, due le stranezze balzate all'occhio della viaggiatrice dopo aver letto Sentieri Tortuosi e sulle quali  restano aperte due domande.

Di come nella città della luce per antonomasia, abbia immortalato qualcosa che non ci saremmo attesi (televisore riciclato in gabbia per uccelli - Lisbona)




e del perché invece del suo paradiso di elezione sia riportata nel libro un'unica foto. 

Non avendo l'occhio assoluto dello scrittore, né la presunzione di ritenersi viaggiatrice al suo pari, i quesiti rimarranno aperti

C'è tuttavia qualcosa che Nela San può chiarire sul paradiso di adozione di Chatwin. Questo poiché si sente un po' simile allo scrittore di cui qualcuno disse:

"Bruce andava sempre dritto alla fonte. Trovava il massimo esperto possibile e gli faceva centinaia di domande, dopodiché diventava il secondo uomo più informato del  mondo su quel particolare argomento."

Chi lo disse? 
Qualcuno dotato di una bellezza classica, quasi καλοκαγαθία e che, obviously, in quel paradiso ci viveva. 

 
 ...continua...

4 geo-commenti:

  1. Io credo che sarebbe assiduo pubblicatore (?) in instagram.
    Quindi te saresti la seconda persona più informata sull'Alentejo!
    Bentornata.

    RispondiElimina
  2. Essere considerata la "2a persona più informata sull'Alentejo" mi riempe di orgoglio. 🙂
    Grazie e ben ritrovato.

    RispondiElimina
  3. Bentornata viaggiatrice!
    Chi? Chi lo disse? Ricordo d'averlo letto o forse sentito (nei famosi podcast dedicati a Chatwin) ma non ricordo più chi fosse. Dai, voglio il post successivo che sveli il mistero!
    E comunque, secondo me, Chatwin avrebbe snobbato Instagram.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bentrovata a te, cara amica. Presto svelerò chi lo disse.
      Nel frattempo, leggo con piacere anche la tua opinione su Chatwin che "avrebbe snobbato" Instagram. Coerentemente col suo status di "snob", of course. 😊

      Elimina

 

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Viaggiatrice Giallamente Ferrata (definizione di Baba Talpa), portoghese dentro, ammalata di ... lusitanitudine, in viaggio fra pagine di libri gialli, scaffali di librerie e biblioteche e altri mondi.

Parla: tedesco per scelta, inglese per necessità, francese per coercizione, portoghese per amore. In tutti gli altri momenti italiano.

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