Chatwin: il nomade che scriveva ricamando e fotografava scorciando - 3a parte


 (Chiesa di San Nicholas in Chora - foto dal web)


Ne L'alternativa Nomade - Lettere 1948-1989, ce n'è una dello scrittore alla moglie con una frase splendida:
"Con l'età ci si rende conto che alcuni luoghi sono adatti a noi, mentre altri nemmeno un po' ".

Era il luglio del 1970. Chatwin descriveva Kardamyli, dove era giunto per la prima volta nel gennaio dello stesso anno


Paese situato nel Mani, ultima propaggine del Peloponneso che i Veneziani chiamarono brazo de Mania e che nessun popolo invasore riuscì mai conquistare per la conformazione geografica della regione: protetta dal mare di fronte e da un'impervia catena di montagne dietro. 

Le molte descrizioni del luogo nelle sue lettere a famigliari ed amici danno l'esatta cognizione di come ne fosse talmente attratto da chiamarlo rifugio più di una volta.
A Tom Maschler scrisse nel gennaio del 1984 : "...mi sono nascosto a svernare in Grecia..".
   

Un anno dopo, descrivendo a Diana Melly della sua deliziosa camera con vista all'Hotel Theano, le confessò che Kardamyli era il posto più bello che si possa immaginare. Un panorama di olivi e cipressi, un'isoletta e il mare, aggiungendo poi: "So di essere pessimo, ma non sono molto propenso a lasciare la Grecia."

In quegli anni, Bruce non riusciva a sopportare di stare a Londra per più di una settimana; la definì una trappola abominevole, mentre considerava di poter venire a vivere in Grecia, o almeno avere un rifugio qui.

A ben vedere, non era certo originale ne' l'unico inglese ad essere innamorato di quella terra: si pensi all'interesse di Robert Byron per il Monte Athos o a quello di Lawrence Durrell per le isole greche, ma ciò che lo distingue dai suoi connazionali è che qui la sua irrequietezza sembrava placata. 
Il buen retiro dai cipressi sottili come matite fu per lui il luogo ideale per lavorare alla stesura de Le vie dei canti, come scrisse a Diana, aggiungendo: "Di solito smetto alle due e vado a fare una passeggiata con Paddy".  


Fu proprio durante una di queste camminate con l'amico che il Bruce camminatore si imbatté in una piccola chiesa bizantina del X secolo in rovina: Aghios Nicolaos. 
In quell'occasione, racconta Paddy (nella biografia di Chatwin di Shakespeare): "Bruce disse che i greci avevano riservato per Dio tutti i posti migliori per costruirci una chiesa."
Non solo, gli piaceva a tal punto che ci ritornavano spesso per un picnic e fu considerato il posto di Bruce.

E ancora lo è, lo stravagante Bruce, lo snob Bruce, lo scrittore Bruce, il camminatore Bruce, a differenza di tanti suoi connazionali che in vita si isolano in un paese straniero ma tornano nella perfida Albione a morire, chiese che le sue ceneri riposassero in quell'eterno rifugio in cui i suoi amici, dopo averle interrate sotto un ulivo vicinissimo alla chiesa, fecero un picnic, come racconta Paddy nel libro citato sopra. 

 
Non ci sono segnali che indichino la via per raggiungere il luogo che si trova 8 km a nord di Kardamyli, fuori dal villaggio di Exochori, tantomeno lapidi o inserzioni a segnalare quale degli ulivi conserva la sue ceneri. 

Così, se la chiesa si può trovare facilmente coi potenti mezzi attuali (GPS: N 36.903299 E 22.266866), ci si dovrà invece accontare di credere che l'ulivo sia quello di fronte alla chiesa, come dice qualcuno, oppure semplicemente vagare sapendo che lo spirito quieto dell'ex-inquieto Bruce riposa lì, da qualche parte. Non importa dove, perché lì, proprio lì, c'è il posto migliore per costruirci una chiesa e per seppellire le ceneri.


Diversamente, per gli inquieti pignoli con velleità all'Indiana Jones, ci si potrebbere rivolgere a Roberto Calasso, non solo editore italiano e amico di Bruce, ma anche di colui che gli fu presentato proprio da Chatwin: Paddy.

Paddy, chi?!
Patrick Leigh Fermor. Uno di cui bisognerà scrivere qui.

  Richiami bibliografici:
 L'alternativa Nomade - Lettere 1948-1989 (2013 - Adelphi - Traduzione di Mariagrazia Gini - Titolo originale: Under the Sun - The Letters of Bruce Chatwin - 2010
Bruce Chatwin di Nicholas Shakespeare (1999 - Baldini & Castoldi - Traduzione di Mariapaola Dèttore e Sandro Melani)

 

6 geo-commenti:

  1. Risposte
    1. Non saprei...se solo si fosse potuto chiederlo a lui!
      Pensa che nella sua biografia c'è un bellissimo aneddoto sulla sua vasta conoscenza di fiori e piante, quasi fosse un raffinato botanico e non bastasse tutto il suo immenso bagaglio culturale.

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  2. Che un paesaggio mediterraneo come questo possa essere il rifugio di un inglese è ben strano. Segno che l’imprinting non ha molto valore e che contano più remoti richiami...

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    Risposte
    1. Come Paddy si innamorò di questo luogo, eppure qualcosa li differenziava: Patrick Leigh Fermor decise comunque di ritornare in Gran Bretagna e lì fu sepolto. Come dire che, nel caso di quest'ultimo, furono remoti richiami, ma non eterni.
      Buon tutto, gemellina!

      Elimina

 

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Viaggiatrice Giallamente Ferrata (definizione di Baba Talpa), portoghese dentro, ammalata di ... lusitanitudine, in viaggio fra pagine di libri gialli, scaffali di librerie e biblioteche e altri mondi.

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