TRIBOLAZIONI (E INVESTIGAZIONI) DI NELA SAN

 


L'approssimarsi del fatidico 14 febbraio, il titolo del post e la foto d'apertura potrebbero indurre a pensare che vi si scriva qualcosa di puccioso, heartbreaking e melenso. 
Niente di tutto ciò. 
L'inciso fa capire che non si è difronte a Liala...

Poiché durante questi confinamenti in cui non era permesso viaggiare, Nela San ha fatto viaggiare libri. 
Libri usati che non hanno percorso il solo tragitto libreria-domicilio della lettrice, ma le hanno anche rivelato una parte del loro passato, a volte insolito.

Intanto, per chi legge in lingua, vorrei allertare sugli effetti post-Brexit.
Quelli per cui si acquista un libro usato in buono stato e a un prezzo equo in Gran Bretagna.
Questo arriva dopo tempi lunghi, non causa COVID, ma per quello che dimostra un'ingombrante etichetta che minacciosamente occupa quasi due terzi della busta:la Custom Declaration. 
Quella dove ai soli fini doganali e statistici è scritto il valore del libro acquistato? Sì, no, ni. 
A volte si dovrà pagare gabella, a volte no, a volte chi spedisce dice preventivamente di non conoscerne i costi e così potrete avere l'amara sorpresa che il pegno per ritirare il libro è quasi simile al prezzo per cui l'avete pagato.

Lasciando dolenti note per tornare a quello della foto, Nela San ultimamente ha acquistato libri su carteggi letterari. 
La copertina di Letters to Véra, scelta dall'editore americano è magnifica.
Riassume le tre passioni di Nabokov:  






l'amore per la moglie, Vera, a cui scrisse moltissime lettere dal 1923 fino alla di lui morte, 












quella per la caccia ai coleotteri e, ovviamente, per la letteratura. 

L'edizione acquistata è quindi americana, ma per evitarne i già consolidati dazi statunitensi, il libro proviene da un libraio berlinese.

Parrebbe che Letters to Véra abbia fatto un suo primo viaggio dagli Stati Uniti in Europa, atterrando a Berlino.

Non è stato proprio così e Nela San lo ha scoperto aprendolo.

Pare dunque che, provenendo da Occidente, il romanzo si sia prima posato a Parigi. E quale luogo più romantico poteva scegliere per riposarsi?


La libreria Shakespeare and Company, dove è stato apposto il timbro Kilometer Zero da un tremante libraio. Tremante? Elementare! 
Si evince da quei caratteri mossi sotto la barba dell'insigne scrittore (senza bisogno di usare la lente alla Sherlock Holmes).


Non si vive di soli carteggi, si deve anche ripassare la storia! 
Leggendo quella della Sicilia con l'ironia dell'inglese John Julius Norwich le 520 pagine non pesano, anzi scorrono via come ...l'olio.

Ora, acquistare un Sellerio usato è sempre un'incognita. Come arriverà la copertina?
Questa volta la copertina era intonsa. Ma...

ma la prima pagina bianca riportava un grande imprimatur.
Una specie di Kilometer Zero di un vorace studente che si era mangiato una focaccia all'origano, ungendo tutta la pagina.

Perché studente?  Perché focaccia all'origano? - chiederete. 
Ebbene: la pagina interna con titolo del testo e nome dell'autore riportava a grandi caratteri un numero di cellulare. Col numero, Nela San è risalita al proprietario, o meglio, alla proprietaria sul cui profilo Whatsapp campeggiava la foto di una sorridente signora (una prof?) e la sua frase di presentazione suonava così: "Ragazzi, avete visto? Ce l'ho fatta! Sono su Whatsapp anch'io!"

Deduzione investigativa: la professoressa consiglia come lettura per le vacanze la storia dell'isola. 
Finalmente tecnologica dice a suoi studenti: "Se poi volete chiedermi qualcosa, mandatemi un messaggio su Whatsapp." 
Lo studente maldestro non si è memorizzato il numero della prof; se lo fa dare a voce dall'amico secchione che lo sa a memoria. 
Il maldestro vorace se lo scrive sul libro continuando a mangiare la focaccia, perché solo mangiandoci sopra potrà terminare quel mattone (per lui) di 500 e tal pagine, che rivenderà appena possibile per farci su qualche soldo.

Ora insistete a domandare: "OK, ma perché la focaccia era all'origano?"

Perché fra le pagine successive c'erano tracce della spezia in questione.

Elementare, Watson!      
 
 

  


8 geo-commenti:

  1. Resta da capire se il ragazzo sia siciliano o se la focaccia all'origano ( penso sia un prodotto tipicamente meridionale )l'abbia mangiata in Sicilia da turista... C'è ancora materia di indagine!
    :-)

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    1. In effetti ci sarebbe ancora materia di indagine. Magari basterebbe chiamare (al telefono) la professoressa, come persona informata sui fatti per chiarire i punti oscuri. Ma la privacy e la mia etica professionale di blogger impongono di non andare oltre.
      Dunque, coerentemente col titolo del blog, resterà la suspence. ;-)

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  2. Indagine molto puntuale, bravo Holmes

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    1. Molte grazie o, per dirla con Sherlock, thanks a lot!

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  3. Le mie ultime letture sono state in digitale. “Un bel risparmio, no?”, disse l’amica che fino a pochi mesi fa “il digitale giammai!” e oggi consulta entusiasta la libreria perfettamente organizzata sul tablet (“Ho restituito anche i prestiti bibliotecari. Meglio l’ebook”).
    Epperò, un epub non saprà mai d’origano; puoi sottolinearlo, annotarlo ma non sarà mai sufficientemente unto. E l’investigatrice perderebbe gusto nel muoversi da Berlino a Palermo e i suoi post sarebbero meno avvincenti.
    P.S. Dopo un 2020 di orgoglioso risparmio, mi si son nuovamente bucate le mani. Sono un caso disperato.

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    1. Puro divertissement questo commento.
      Se mi troverò ad argomentare i vantaggi del libro cartaceo, citerò che "un epub non saprà mai d'origano"!
      Quanto alle mani bucate sei in buona compagnia.
      Ora potrebbe arrivare una 2a puntata delle Tribolazioni di Nela San, ma poiché è ancora in corso, attendo finisca e, visto l'andamento, spero vivamente che sia a lieto fine.

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  4. Ma quanto mi piace quest'investigazione con la traccia origanesca (oh, l'origano tradisce sempre la nostra terronità... sono stata fermata in diversi aeroporto perché tenevo origano in barattolo o vetro... altro che narcotraffico!). E Shakespeare & company a Parigi! Che libreria mitica, non mi ricordo se è stata poi chiusa - forse ho le allucinazioni - e se ne hai parlato tu qui o chissà in quale vita o dimensione. Nabokov e la moglie...

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    1. Sì, ne ho scritto di Shakespeare & Co.
      Ho anche la fortuna di averne ricevuto una cartolina da Babatalpa e di avere un libro da leggere che ne parla ma non di averla visitata.
      Rispondo in ritardo al tuo commento e me ne scuso, ma - al contempo - ti aggiorno: c'è una nuova puntata delle tribolazioni!
      :-)

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Viaggiatrice Giallamente Ferrata (definizione di Baba Talpa), portoghese dentro, ammalata di ... lusitanitudine, in viaggio fra pagine di libri gialli, scaffali di librerie e biblioteche e altri mondi.

Parla: tedesco per scelta, inglese per necessità, francese per coercizione, portoghese per amore. In tutti gli altri momenti italiano.

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