LONDON LIBRARY - QUELLA, PER INTENDERCI, DE LA SOVRANA LETTRICE


Sua Maestà patrocinava la biblioteca, ma non ci aveva quasi mai messo piede; figurarsi Norman, che però tornò pieno di meraviglia e di entusiasmo. Quel luogo era un pezzo di antiquariato, il tipo di biblioteca di cui aveva letto sui libri e che si era immaginato relegata al passato. Aveva vagato in quel labirinto di scaffalature senza capacitarsi che tutti quei libri fossero lì.... Il suo entusiasmo fu talmente contagioso che Sua Maestà meditò di accompagnarlo la volta successiva. 



Questo un brano tratto dal delizioso La sovrana lettrice (The uncommon reader - 2007); 
libro di Alan Bennet il cui humor britannico nel descrivere l'approccio alla lettura di una tale granitica istituzione è tradotto da Monica Pavani e pubblicato da Adelphi.

Il pezzo di antiquariato che suscita l'entusiasmo contagioso a Norman è la London Library, la più grande biblioteca indipendente a sottoscrizione di prestito al mondo.




La sua genesi si deve al filosofo, storico e scrittore scozzese Thomas Carlyle (1795/1881) che, stufo dell'emicrania museale, procuratagli da varie rumorosità prodotte dai compagni lettori nella sala studio della Biblioteca del British Museum, se ne venne fuori in un'affollata riunione in una hall di Covent Garden dicendo che Londra doveva avere una nuova biblioteca. 


Carlyle, per dirla tutta, è l'autore di  Sartor Resartus, libro apparso prima a puntate sulla rivista Fraser (1833-1834), dove, col pretesto di discutere mode e abbigliamento dell'epoca, descrive la cultura tedesca di quel periodo, burlandosene

Ma è anche colui che si schierò nel 1845 a favore degli insorti giamaicani contro la dura repressione del governo britannico, insieme a Dickens, Tennyson e Ruskin; gli stessi che frequentavano la sua abitazione al 5 di Cheyne Row a Chelsea, dal 1840 una sorta di cenacolo letterario in cui passò spesso anche Joseph Mazzini. Proprio lo scozzese introdusse il nostro politico e filosofo come socio nella biblioteca.


La London Library fu fondata il 3 Maggio 1841, a pochi passi da Piccadilly Circus. 

Oggi contiene più di un milione di testi, anche nelle più diffuse lingue europee, distribuiti su 17 miglia (circa 27 km) in labirintici bookstacks, scaffali aperti da cui sono passati grandi della letteratura come Dickens, Eliot, Virginia Woolf, giallisti come Arthur Conan Doyle e Agatha Christie e Sir Winston Churchill, che ne ricoprì la carica di vicepresidente onorario nel 1948. 

Ovviamente non fu risparmiata durante la Seconda Guerra Mondiale, pur non subendo la quasi totale distruzione come quella dell'Holland House, da cui la foto simbolo della distruzione di una biblioteca, dopo un raid di 10 ore in cui la Luftwaffe sganciò sopra l'edificio 22 bombe incendiarie.

 Nel suo caso, fu sganciata un'unica bomba che ne distrusse solo un'ala ma con sedicimila volumi. Occorsero dieci anni per la ristrutturazione.


  


Alcune curiosità.

La biblioteca conserva la più piccola edizione al mondo della Divina Commedia.



Durante le difficoltà finanziarie che soffrì nel 1960, E.M. Foster donò il suo manoscritto di Passaggio in India per venderlo da Christie's e aiutarla col ricavato: fu battuta a 6.500 sterline, un record per l'asta di un manoscritto di un autore vivente nel XX° secolo. 


Il sistema di classificazione delle ventidue divisioni generali si basa su quanto posseduto, sull'architettura e sugli spazi della biblioteca.  


Non stupisce dunque sia stato definito da uno dei suoi ultimi direttori, Alan Bell,
unusual but serviceable.

Non stupisce anche che alla prima sezione rigorosamente in ordine alfabetico, alla lettera A, ci siano gli Aneddoti. 

Non stupisce nemmeno che questa classificazione venga giustificata con l'essere...intuitiva e mnemonica. 

Ora capiamo perché Conan Doyle la frequentava.

 


6 geo-commenti:

  1. M'hai fatto andare a vedere si Google Earth dov'è la biblioteca e sono stato un'ora a girare per Londra.

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    1. L’importante è che tu abbia fatto attenzione ad attraversare le strade, siccome girano a sinistra...😉

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  2. questi inglesi devono essere fissati con i libricini piccini: in biblioteca a MAnchester ho visto la più piccola copia de Il capitale :)

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    1. Sarebbe interessante sapere la causa che portava alle miniaturizzazioni di questi libri. Ce n’è uno anche alla Malatestiana, a Cesena. Se non l’hai ancora visitata, con visita guidata, te la consiglio vivamente.

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Viaggiatrice Giallamente Ferrata (definizione di Baba Talpa), portoghese dentro, ammalata di ... lusitanitudine, in viaggio fra pagine di libri gialli, scaffali di librerie e biblioteche e altri mondi.

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